Divario con l’Italia dimezzato, ma cresce la distanza per professionisti e piccoli imprenditori: segnali contrastanti dai dati del MEF
L’Umbria corre più di tutte sul fronte dei redditi Irpef, ma inciampa sul lavoro autonomo. È il quadro che emerge dalle dichiarazioni presentate nel 2025 (anno d’imposta 2024), diffuse dal Ministero dell’Economia e delle Finanze: il reddito medio per contribuente nella regione cresce del +7,8% reale, miglior risultato in Italia e oltre il doppio della media nazionale (+3,2%).
Il balzo consente all’Umbria di ridurre nettamente il divario con il dato italiano, sceso dal -8% del 2023 al -3,9% nel 2024. Un recupero trainato soprattutto da lavoratori dipendenti e pensionati, che compensano i ritardi accumulati negli anni precedenti.

Di segno opposto, invece, l’andamento di lavoratori autonomi e titolari di ditte individuali. I redditi dei professionisti umbri registrano una flessione reale dell’8,1% (contro il -4,8% nazionale), la seconda peggiore in Italia. Peggiora anche il gap con la media del Paese, che passa dal -10% al -12,7%.
In calo anche i redditi degli imprenditori individuali (-4,8% in Umbria, contro -4,4% in Italia), con un divario che resta strutturalmente elevato: circa il 21% in meno rispetto alla media nazionale.

Nel dettaglio, un lavoratore autonomo umbro dichiara in media 55.200 euro annui (contro i 63.600 italiani), mentre per le ditte individuali il reddito medio è di 66.800 euro, ben al di sotto degli 84.300 euro nazionali.
Il 2024 segna quindi una battuta d’arresto per il recupero di autonomi e piccoli imprenditori, dopo anni di crescita sostenuta. Nel medio periodo, infatti, i dati restano positivi: tra il 2019 e il 2024 i redditi reali degli autonomi umbri sono cresciuti del 10,6% (contro il +2,3% italiano), mentre quelli delle ditte individuali del 29% (contro +19,2%).

“I dati confermano un passaggio delicato per il lavoro autonomo e per le ditte individuali umbre”, commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria. “La battuta d’arresto non cancella il recupero degli ultimi anni, ma indica la necessità di rafforzare produttività, innovazione e accesso ai mercati. Serve accompagnare imprese e professionisti con strumenti mirati, formazione e sostegno alla transizione digitale”.
Nonostante le difficoltà di una parte del tessuto produttivo, il 2024 certifica dunque una dinamica complessivamente positiva per i redditi umbri. La sfida, ora, è rendere questa crescita più equilibrata e inclusiva, coinvolgendo anche autonomi e piccole imprese.

























