Fertilizzanti +40% in un mese e gasolio alle stelle: richieste misure urgenti UE e credito d’imposta per le imprese agricole
L’escalation dei costi di produzione agricola legata alla guerra in Iran pesa fino a 200 euro per ettaro sulle aziende italiane, con rincari superiori al 30% rispetto al periodo pre-conflitto. È quanto emerge dalle stime del Centro Studi Divulga, rilanciate da Coldiretti Umbria, che chiede interventi urgenti a livello europeo per arginare una crisi che minaccia coltivazioni e sovranità alimentare.
Nel dettaglio, i costi per gli uliveti crescono di oltre 200 euro/ettaro, mentre per i cereali l’aumento medio è tra 65 e 80 euro, con picchi fino a 200 euro per il mais. Impatti diretti anche sulla zootecnia: produrre latte costa circa 40 euro in più a tonnellata, mentre nel comparto suinicolo si registrano +25 euro per capo.
A pesare sono soprattutto i fertilizzanti, con l’urea salita a 815 euro/tonnellata (+40% in un mese) e il nitrato ammonico a 500 euro (+21%). Forte impennata anche per il gasolio agricolo, passato da 0,85 a 1,38 euro/litro. Una situazione che ha spinto Coldiretti a denunciare possibili speculazioni alle autorità competenti.
Secondo il presidente regionale Albano Agabiti, è fondamentale recuperare risorse della Pac e attivare strumenti immediati di sostegno, mentre il direttore Mario Rossi sottolinea la necessità di politiche capaci di calmierare i mercati e garantire continuità produttiva.
Tra le priorità indicate dall’organizzazione agricola c’è l’introduzione di un credito d’imposta sul carburante, per contenere l’impatto dei rincari e sostenere un settore strategico per l’economia e la sicurezza alimentare del Paese.


















