Confagricoltura Umbria critica la decisione della cooperativa: “Riduzione improvvisa e anticipata, in controtendenza rispetto al resto d’Italia”
È arrivata come una doccia fredda la comunicazione con cui Grifo Latte ha annunciato agli allevatori la riduzione del prezzo del latte alla stalla a partire dal 1° dicembre, con appena due giorni di preavviso. Una decisione che, secondo Confagricoltura Umbria, si pone in netto contrasto con quanto avviene nel resto del Paese, dove gli accordi hanno garantito il mantenimento delle attuali condizioni economiche almeno fino alla fine dell’anno.
La scelta della cooperativa non solo introduce un taglio immediato, ma prevede anche un’ulteriore riduzione di due centesimi al litro dal mese di gennaio. In poco più di un mese, gli allevatori rischiano così di vedere diminuire i propri incassi del 5%, un impatto definito “un grave colpo al settore” da Matteo Pennacchi, presidente della Sezione Zootecnia di Confagricoltura Umbria.
Pennacchi sottolinea come questa non sia la prima volta che Grifo Latte interviene in modo improvviso sulle condizioni economiche dei conferitori. “Mentre nell’ultimo anno ovunque in Italia il prezzo del latte veniva aumentato, la Grifo Latte stava a guardare”, afferma. L’adeguamento al mercato, arrivato in ritardo rispetto alle altre realtà nazionali, avrebbe già messo in difficoltà molte aziende, ora ulteriormente penalizzate da una nuova riduzione ritenuta inattesa e anticipata.
Secondo Confagricoltura Umbria, la scelta della cooperativa “va contro il trend nazionale” e rischia di aggravare una crisi che da tempo colpisce il comparto zootecnico umbro. “I nostri soci lamentano l’operato di una cooperativa che dapprima in ritardo rispetto al resto del Paese aumenta il prezzo del latte e poi, anticipatamente rispetto agli altri, lo riduce”, aggiunge Pennacchi.
L’associazione evidenzia la necessità di affrontare con urgenza la situazione, definita ormai insostenibile per molte aziende agricole. “Abbiamo l’obbligo morale di tutelare i nostri allevatori – conclude Pennacchi –. È necessario comprendere a fondo una dinamica che mette in grande difficoltà i soci della cooperativa, indebolendoli e rendendo sempre più complesso programmare il futuro delle loro attività”.





