Appello alla Regione Umbria per sostenere la vertenza nazionale: “Servono contratto rinnovato, salari adeguati e tutele per oltre 77mila lavoratori”
Monta la protesta dei farmacisti del settore privato: i sindacati annunciano uno sciopero nazionale per il 13 aprile, con una manifestazione a Roma, e lanciano un appello alle istituzioni umbre affinché sostengano la vertenza a livello governativo.
Nel corso di un’audizione in Seconda commissione dell’Assemblea legislativa regionale, le sigle Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno denunciato una situazione ormai critica che coinvolge oltre 77mila lavoratori in tutta Italia, circa mille dei quali in Umbria. Al centro della protesta, il mancato rinnovo del Contratto collettivo nazionale, scaduto il 31 agosto 2024, e le trattative ferme con Federfarma su nodi cruciali come retribuzioni, riconoscimento professionale e conciliazione vita-lavoro.




Secondo i rappresentanti sindacali, negli ultimi anni le condizioni dei farmacisti sono peggiorate sensibilmente. Gli stipendi medi si aggirano intorno ai 1.600 euro mensili, con aumenti minimi nell’ultimo decennio a fronte del caro vita. Parallelamente, la professione si è evoluta: tra test diagnostici, vaccinazioni e servizi di telemedicina, il farmacista ha assunto un ruolo sempre più centrale nel sistema sanitario territoriale, senza però un adeguato riconoscimento economico e contrattuale.
A pesare sono anche i carichi di lavoro e l’organizzazione dei turni. L’espansione delle grandi catene del settore ha portato a un modello più simile alla grande distribuzione, con aperture prolungate, domenicali e festive che incidono sulla qualità della vita dei dipendenti.
Dura anche la posizione nei confronti di Federfarma: i sindacati giudicano insufficienti le proposte economiche avanzate, ritenute addirittura peggiorative rispetto alle precedenti. Tra le criticità evidenziate, aumenti salariali considerati inadeguati rispetto all’inflazione e meccanismi che escluderebbero parte dei lavoratori dai benefici.
Le organizzazioni sindacali contestano inoltre la narrazione sulla scarsa sostenibilità economica delle farmacie, sottolineando come i dati fiscali evidenzino redditi medi elevati tra i titolari.
Da qui la richiesta alla Regione Umbria di farsi portavoce della vertenza presso il Governo e sostenere un confronto che, sottolineano i sindacati, riguarda non solo i diritti dei lavoratori ma anche la qualità dei servizi sanitari offerti ai cittadini.
L’appuntamento è ora fissato per il 13 aprile, giornata in cui i farmacisti incroceranno le braccia in tutta Italia per chiedere un cambio di rotta concreto.


















