Dal rapporto della Camera di Commercio emerge un sistema produttivo che tiene tra 2019 e 2024, ma con redditività sotto la soglia di solidità
L’economia umbra mostra segnali di crescita, ma la struttura del sistema produttivo resta fragile e richiede interventi mirati per rafforzare la competitività. È questo il quadro emerso dall’incontro “L’economia umbra e i bilanci delle imprese”, promosso dalla Camera di Commercio dell’Umbria e dedicato all’analisi dei dati economici regionali.
Al centro della mattinata il rapporto annuale curato dal professor Andrea Cardoni del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Perugia, affiancato dalle analisi della Banca d’Italia, dal quadro socio-economico “Pablo” e dal confronto con associazioni di categoria, professioni, imprese e sistema bancario.

Ad aprire i lavori è stato il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni, che ha sottolineato il valore dei dati economici come strumento per orientare le scelte di imprese e istituzioni e migliorare la capacità decisionale del territorio.
Redditività sotto la soglia di solidità
Il rapporto si concentra in particolare sull’Ebitda margin, indicatore che misura il margine operativo lordo rispetto ai ricavi e quindi la capacità delle imprese di generare risorse per investimenti e innovazione.
Secondo i dati presentati, le società di capitali umbre hanno mostrato tra il 2019 e il 2024 una buona capacità di tenuta, ma la redditività resta contenuta. Nel 2024 l’Ebitda margin regionale si ferma all’8%, un livello inferiore alla soglia del 10% considerata indicativa di piena solidità competitiva e più basso rispetto ai valori registrati nelle vicine Marche e Toscana.
Il problema non riguarda solo l’entità dei margini ma anche la struttura del sistema produttivo. In Umbria il peso del commercio resta elevato e tende a ridurre la marginalità media, mentre i servizi avanzati – che registrano performance più alte – hanno ancora una presenza limitata. Incide inoltre il fattore dimensionale: le imprese più piccole e medio-piccole mostrano dinamiche positive, mentre nelle aziende di dimensioni maggiori i margini risultano più contenuti.

Demografia e lavoro, la sfida dei prossimi anni
Durante l’incontro il segretario generale della Camera di Commercio Federico Sisti ha presentato la sintesi dei dati economici e sociali dell’Umbria contenuta nel progetto “Pablo”, evidenziando come la dinamica demografica rappresenti uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo regionale.
Le proiezioni indicano che nei prossimi sedici anni la regione potrebbe perdere circa 66 mila residenti, con un progressivo invecchiamento della popolazione e una riduzione delle persone in età lavorativa. Una tendenza che potrebbe avere effetti diretti sulla disponibilità di forza lavoro e sulla capacità innovativa del sistema economico.

Accesso al credito più difficile
Un ulteriore elemento critico riguarda il rapporto tra imprese e sistema bancario. L’analisi di Andrea Colabella della Banca d’Italia ha evidenziato come in Umbria le imprese, soprattutto quelle di dimensioni più ridotte, incontrino condizioni meno favorevoli nell’accesso al credito, sia per quanto riguarda la quantità dei finanziamenti disponibili sia per il costo.
Le difficoltà risultano particolarmente evidenti nei prestiti a breve termine, mentre per i mutui a più lunga durata il divario rispetto ad altre regioni tende a ridursi.
Le misure della Regione
Nelle conclusioni dell’incontro l’assessore regionale allo sviluppo economico Francesco De Rebotti ha annunciato alcune linee di intervento a sostegno del sistema produttivo.

Tra il 2026 e il 2027 saranno destinati circa 60 milioni di euro alle imprese umbre, mentre nei nuovi bandi regionali verranno introdotti criteri legati alla pluridisciplinarietà dei progetti e alla capacità delle aziende di attrarre e valorizzare capitale umano qualificato.
Tra le priorità indicate anche la semplificazione amministrativa, considerata uno degli strumenti principali per migliorare l’attrattività economica del territorio.
Un confronto per orientare le scelte
La mattinata promossa dalla Camera di Commercio ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, università, sistema bancario e rappresentanze economiche, mettendo al centro i principali fattori che influenzano lo sviluppo regionale.
Margini operativi, struttura produttiva, demografia, accesso al credito e capitale umano emergono come le variabili decisive per rafforzare la crescita dell’economia umbra nei prossimi anni.








