Al Tavolo Verde il bilancio del Psr chiuso al 99,7% di spesa e le nuove strategie su filiere e promozione
Una nuova iniezione di risorse per rafforzare la competitività del comparto agricolo regionale. Il Complemento di sviluppo rurale (Csr) 2026 potrà contare su una dotazione complessiva di 122 milioni di euro, destinati a sostenere investimenti, ricambio generazionale e sviluppo delle filiere. È quanto emerso nel corso della riunione del Tavolo Verde, svoltasi negli uffici regionali del Broletto.
Il confronto, che coinvolge periodicamente assessorato, organizzazioni di categoria, rappresentanti territoriali e autonomie locali, ha rappresentato l’occasione per fare il punto sia sui nuovi bandi in preparazione sia sulle linee strategiche per il 2026.
In apertura è stato tracciato il bilancio definitivo del Piano di sviluppo rurale (Psr), che si è chiuso con il 99,7% delle risorse utilizzate. Un risultato che colloca l’Umbria tra le realtà più virtuose a livello nazionale nella gestione dei fondi comunitari.
«È un traguardo significativo – ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Meloni – frutto del lavoro congiunto tra uffici regionali e sistema agricolo. La capacità di spesa rappresenta un indicatore concreto dell’attenzione rivolta alle imprese del territorio».
Guardando al 2026, la Regione ha illustrato le modifiche al Piano strategico della Pac (Psp) necessarie per attivare i nuovi bandi. L’impostazione punta a superare la frammentazione delle misure, concentrando le risorse su interventi più strutturati e capaci di produrre effetti duraturi.
Tra le priorità individuate figurano gli investimenti per l’innovazione aziendale, il sostegno ai giovani agricoltori, il rafforzamento della commercializzazione e l’integrazione delle filiere agroalimentari. L’obiettivo è migliorare la competitività del sistema regionale e favorire una maggiore capacità di presidio dei mercati.
Accanto alla programmazione finanziaria, al Tavolo Verde si è parlato anche delle principali fiere di settore in calendario nel 2026 – tra cui Agriumbria, Vinitaly, MACFrut, Identità Golose e TTG – e della strategia di promozione sui mercati esteri, con un’attenzione particolare all’integrazione tra agricoltura e turismo per valorizzare le produzioni umbre a livello nazionale e internazionale.


















