Sempre meno attività in città, le grandi catene migrano nelle zone commerciali di periferia
A Terni continua la morìa di negozi che in dieci anni ha portato ad una contrazione delle attività commerciali del 19 per cento, soprattutto nell’area del centro storico.
Molte le attività che scelgono di spostarsi nelle aree commerciali, svuotando sempre di più il centro città, dove gli affitti sono ritenuti troppo cari dagli esercenti.
È quanto emerge da “Terni, una città in trasformazione”, con cui l’Agenzia Umbria Ricerche analizza l’andamento socio-economico dell’area.
Nella ricerca si legge: “Dal 2013 al 2023 Terni ha assistito infatti a una perdita del 19 per cento dei negozi al dettaglio, che ha comportato 80 esercizi in meno nel centro storico e 168 nelle aree periferiche. La trasformazione geograficamente diffusa del tessuto economico dei centri storici, che ha determinato una riduzione delle attività commerciali tradizionali, nel caso di Terni è stata particolarmente critica, in quanto ha riguardato anche i punti vendita di servizi e tecnologia, invece in aumento in altre realtà. Meno impattante è stata invece la diminuzione delle attività turistico ricettive, anche se l’aumento di ristoranti e di forme di alloggio diverse dagli alberghi non è riuscita a compensare il calo dei bar. Nelle aree periferiche la diffusa flessione degli esercizi commerciali ha risparmiato solo le farmacie e i punti vendita di apparecchi informatici e di telefonia, invece in leggero aumento. Nel settore turistico ricettivo, anche in questo caso complessivamente in calo, sono aumentati soltanto gli esercizi di ristorazione”.






