Bus, taxi e Ncc penalizzati rispetto al trasporto merci: l’associazione chiede interventi urgenti e misure strutturali al Governo
La crisi energetica continua a colpire duramente il tessuto produttivo italiano e, in particolare, il settore del trasporto persone. A lanciare l’allarme è CNA Umbria, che denuncia una situazione sempre più critica per le imprese di bus, taxi e noleggio con conducente (Ncc), messe in difficoltà dall’impennata dei costi del carburante.
Secondo l’associazione, senza interventi immediati da parte del Governo, in Umbria sono circa 300 le aziende a rischio sopravvivenza, con conseguenze dirette sulla mobilità di cittadini, studenti e turisti.
Costi insostenibili e margini ridotti
A esprimere la preoccupazione sono i presidenti regionali di CNA Trasporto Persone: Paolo Calistroni (bus), Massimo Marcantonini (taxi) e Fabio Spigarelli (Ncc).



Il problema principale riguarda l’impossibilità di assorbire l’aumento dei costi del carburante all’interno dei margini aziendali, già ridotti, e allo stesso tempo la difficoltà di trasferire tali aumenti sui clienti finali.
Una criticità evidente in diversi ambiti:
- Gite scolastiche, con contratti chiusi alla fine del 2025 e non modificabili;
- Trasporto scolastico, regolato da appalti rigidi;
- Servizio taxi, vincolato da tariffe stabilite e non liberamente aggiornabili.
Questi fattori rendono il comparto particolarmente vulnerabile rispetto alle oscillazioni del prezzo del gasolio.
Turismo in rallentamento e prenotazioni in calo
La crisi energetica si intreccia con un contesto internazionale incerto che sta già producendo effetti negativi sul turismo. CNA segnala:
- annullamento di prenotazioni;
- contrazione dei consumi;
- sospensione di voli e blocco di alcune rotte;
- timori legati a possibili razionamenti del carburante.
Una situazione che rischia di compromettere una stagione turistica che, fino a pochi mesi fa, si prospettava positiva per il territorio umbro.

Disparità con il trasporto merci
Un altro punto centrale della denuncia riguarda la disparità di trattamento tra trasporto merci e trasporto persone. Come sottolineato da Marina Gasparri, responsabile regionale di CNA Trasporti Umbria, il Governo ha già introdotto misure, seppur ritenute insufficienti, per il comparto merci.
Al contrario, le imprese del trasporto persone:
- non hanno ricevuto sostegni analoghi;
- non beneficiano di meccanismi di compensazione energetica;
- non possono accedere al recupero delle accise sul carburante.
Una situazione definita “incomprensibile” dall’associazione, che evidenzia come l’impatto del caro gasolio sia analogo per entrambi i comparti.
Le richieste di CNA: credito d’imposta e carburante professionale
Per affrontare l’emergenza, CNA Umbria chiede interventi concreti e immediati. Tra le principali proposte:
- introduzione di un credito d’imposta per compensare i maggiori costi del carburante;
- equiparazione normativa tra trasporto persone e trasporto merci;
- apertura di un confronto per misure strutturali, come il cosiddetto carburante professionale, già adottato in altri settori.
L’associazione ha inoltre coinvolto i parlamentari umbri, chiedendo un impegno diretto affinché le istanze del comparto vengano ascoltate a livello nazionale.
Possibili mobilitazioni del settore
CNA non esclude iniziative di protesta. Dopo un recente incontro con il comparto del trasporto merci, sono in corso valutazioni su possibili azioni comuni.
“Non ci possono essere imprese di serie A e di serie B”, ribadisce l’associazione, che avverte: senza segnali concreti e un trattamento equo, le mobilitazioni del settore potrebbero intensificarsi.

























