Il presidente uscente si avvia a un nuovo mandato alla guida dell’Ente camerale. Con lui la sfida di rafforzare competitività, innovazione, internazionalizzazione e sostegno alle imprese umbre
Si apre una nuova fase per la Camera di Commercio dell’Umbria, chiamata a confermare la propria centralità nello sviluppo economico della regione. Nella seduta di insediamento del nuovo Consiglio camerale, dovrebbe svolgersi nella odierna giornata, è infatti attesa la riconferma di Giorgio Mencaroni alla presidenza, scelta che rappresenta un segnale di continuità istituzionale in un momento particolarmente delicato per il sistema produttivo umbro.
La successiva elezione della nuova Giunta camerale è invece prevista nella seconda metà di luglio e completerà il rinnovo degli organi di governo dell’istituzione.
La composizione del nuovo Consiglio è stata ufficializzata con il decreto n. 28 del 24 giugno 2026, firmato dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, che ha nominato, allo stato attuale, 23 consiglieri. Restano ancora da attribuire i due seggi riservati alle organizzazioni sindacali dei lavoratori e alle associazioni dei consumatori, per i quali non sono pervenute Mencaroni, una guida riconosciuta dal mondo economico umbrocandidature nei termini previsti.

La riconferma di Giorgio Mencaroni assume un significato che va oltre il semplice rinnovo dell’incarico. Negli ultimi anni il presidente uscente ha rappresentato uno dei principali punti di riferimento del sistema economico regionale, promuovendo una Camera di Commercio sempre più orientata a sostenere la crescita delle imprese, la digitalizzazione, l’innovazione, l’internazionalizzazione e il dialogo tra istituzioni, associazioni di categoria e mondo produttivo.
In un contesto economico caratterizzato da profonde trasformazioni, la continuità della sua guida viene letta come un elemento di stabilità, capace di garantire il proseguimento dei progetti già avviati e di affrontare con una visione condivisa le nuove sfide della competitività, della transizione digitale ed ecologica e della valorizzazione delle eccellenze umbre. La fiducia che il sistema delle rappresentanze economiche continua a riporre nella sua figura testimonia il ruolo di mediazione e di sintesi che Mencaroni ha saputo esercitare tra i diversi comparti produttivi della regione.
Nel nuovo Consiglio camerale trovano rappresentanza tutte le principali componenti del tessuto economico regionale.
Per il comparto agricolo sono stati designati Matteo Pennacchi (Confagricoltura Umbria) e Mario Rossi (Coldiretti).
L’artigianato sarà rappresentato da Michele Carloni e Alessia Stendardo, designati congiuntamente da Confcommercio, CNA e Confindustria, oltre a Moris Fiorelli per Confartigianato Imprese.
Per il settore industriale entrano in Consiglio Vincenzo Briziarelli, Simone Cascioli, Paolo Garofoli e Alessandra Gasperini, mentre il commercio sarà rappresentato da Michele Biselli, Simone Fittuccia, Stefano Lupi e Barbara Marsili.
Completano la rappresentanza delle categorie economiche Marco Soiani per credito e assicurazioni, Antonello Cozzali per trasporti e spedizioni, Danilo Valenti per il comparto cooperativo, Aldo Amoni, Patrizia Ceprini, Roberto Giannangeli e Roberto Palazzetti per i servizi alle imprese, Carlo Di Somma per i servizi alla persona e Carlo Orlando in rappresentanza dei liberi professionisti.
Il commento del direttore
La nuova consiliatura si apre in una fase decisiva per il futuro economico dell’Umbria. Le imprese sono chiamate a confrontarsi con mercati sempre più competitivi, con la necessità di innovare i processi produttivi, investire nella formazione, attrarre giovani competenze e rafforzare la presenza internazionale.
In questo scenario, la riconferma di Giorgio Mencaroni rappresenta un segnale di continuità amministrativa ma anche di responsabilità istituzionale. La Camera di Commercio continuerà infatti a svolgere un ruolo strategico come luogo di raccordo tra istituzioni, sistema produttivo e territori, accompagnando imprese e professionisti nelle trasformazioni economiche dei prossimi anni e contribuendo alla costruzione di un modello di sviluppo sempre più competitivo, sostenibile e orientato all’innovazione.













