Dal 8 al 10 aprile 2026 operatori da 7 Paesi visitano cantine umbre tra degustazioni e incontri: obiettivo rafforzare l’export e costruire relazioni durature
Il vino umbro si apre ai mercati internazionali con un’iniziativa strategica che punta su relazioni dirette e promozione esperienziale. Nell’ambito di Vinitaly 2026, Cia – Agricoltori Italiani dell’Umbria, in collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e con CIA Nazionale, organizza un tour incoming per buyer internazionali dall’8 al 10 aprile 2026, con successivo trasferimento a Verona per l’avvio della manifestazione.
L’iniziativa coinvolge operatori provenienti da Austria, Canada, Cina, Corea del Sud, Germania, Stati Uniti e Irlanda, rappresentando un’importante occasione per rafforzare il posizionamento del vino umbro sui mercati esteri.
Non si tratta di una semplice attività promozionale, ma di un percorso strutturato: portare i buyer direttamente nei territori vitivinicoli consente di far conoscere da vicino le aziende, incontrare i produttori e approfondire i processi produttivi. Un approccio che valorizza l’identità autentica del vino umbro e favorisce la creazione di relazioni commerciali solide e durature.
Tour tra cantine, degustazioni e territorio
Il programma prevede visite aziendali, degustazioni e momenti di scoperta del territorio umbro.
Dopo l’arrivo all’aeroporto di Roma Fiumicino e il trasferimento a Perugia, il tour entrerà nel vivo giovedì 9 aprile con la visita a due cantine simbolo:
- Cantina Saio – Famiglia Mencarelli ad Assisi
- Cantina Bocale di Valentini a Montefalco

Qui si terrà anche una degustazione collettiva delle aziende associate Cia. La giornata sarà completata da una visita al borgo di Spello e da una cena nel centro storico.
Venerdì 10 aprile il tour proseguirà nell’area del Trasimeno con la visita alla cantina Madrevite di Nicola Chiucchiurlotto, sede della seconda degustazione collettiva, prima della partenza per Verona.
Alle degustazioni partecipano numerose realtà vitivinicole umbre associate a Cia, tra cui: Cantina Plani Arche, Società Agricola Semplice Baglioni, Colle Ciocco – Società Agricola Spacchetti, Cantina Montioni, Piccola Cantina Rossi, Tenute Baldo, Terra di Rovo, Terre dei Nappi, Terre di San Felice, Cantina Ninni, Cantina Romanelli, Tenuta di Saragano, Società Agricola Saio, Podere Lucagnolo, Le Terrazze di Spazzavento, La Merula di Fichera Valentina, La Casa dei Cini, Chiesa del Carmine Vineria, Casaioli, Azienda Agricola Barcavecchia, Cantina La Spina, Azienda Vitivinicola Cecchetelli Lorenzo, Cantina Cenci, Cantina Nofrini, Sandonna – Azienda Vitivinicola, Cantina Le Crete, Cantina Terre del Carpine.
Export vino: scenario tra crescita e sfide
Il progetto si inserisce in un contesto internazionale complesso ma ricco di opportunità. Nel 2024 l’Italia ha confermato la leadership mondiale nel settore vinicolo con oltre 8 miliardi di euro di export e circa 21,7 milioni di ettolitri esportati (+5,5% in valore), mentre la produzione ha raggiunto i 48 milioni di ettolitri (+13%).
Il 2025 ha invece registrato un rallentamento, con export in calo a 7,78 miliardi di euro (-3,7%), a causa delle tensioni economiche globali e dei cambiamenti nei consumi.
In questo scenario, iniziative come il tour promosso da Cia Umbria e ICE diventano strategiche per sostenere la competitività del comparto.
Umbria in crescita sui mercati esteri
L’Umbria mostra segnali positivi: nel 2024 l’export regionale ha raggiunto 5,9 miliardi di euro (+5,3%), in controtendenza rispetto al dato nazionale. Un risultato che evidenzia la capacità del sistema produttivo locale di intercettare nuove opportunità sui mercati internazionali.
La connessione con Vinitaly rafforza il valore dell’iniziativa: se Verona rappresenta il principale hub globale del vino, l’Umbria si propone come territorio ideale per un’esperienza immersiva tra qualità, sostenibilità e tradizione.
“Portare i buyer in Umbria – sottolineano da Cia Umbria – significa investire in una promozione più efficace e consapevole. È attraverso il contatto diretto con territori e produttori che si costruiscono relazioni commerciali capaci di generare valore nel tempo”.
Il tour, riservato alle aziende associate Cia, rappresenta un passo concreto nel percorso di internazionalizzazione del vino umbro, con l’obiettivo di rafforzarne identità, riconoscibilità e competitività globale.




















