L’imprenditore edile di 60 anni è precipitato dopo il cedimento di una copertura in plexiglas durante un sopralluogo. La Regione torna in “zona rossa” per incidenza degli incidenti mortali.
Ancora una morte sul lavoro in Umbria. A perdere la vita nella mattinata di martedì 18 agosto è stato Aldo Biselli, 60 anni, imprenditore edile di Deruta, titolare insieme al fratello di un’impresa del settore.Biselli è morto dopo essere precipitato dal tetto di un capannone della Grandi Maioliche Ficola di Deruta, dove si trovava per effettuare un sopralluogo. Secondo le prime ricostruzioni, l’imprenditore stava verificando e quantificando i danni provocati dal maltempo quando una parte della copertura in plexiglas avrebbe ceduto sotto i suoi piedi, facendolo precipitare nel vuoto.

Biselli si era recato nell’azienda ceramica per verificare le conseguenze dell’ondata di maltempo che aveva interessato il territorio. Proprio in seguito agli eventi meteorologici il Comune di Deruta aveva invitato cittadini e attività a segnalare eventuali situazioni di urgenza e necessità. Resta ora da chiarire perché la copertura abbia ceduto e quale sia stata l’esatta dinamica dell’incidente.
Sul caso sono in corso gli accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Todi, guidati dal capitano Giovanni De Liso, insieme al personale del Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro della Usl Umbria 1. Le indagini sono coordinate dalla Procura competente. Saranno gli accertamenti tecnici a ricostruire nel dettaglio quanto accaduto e ad accertare eventuali responsabilità.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il personale sanitario del 118 e l’elisoccorso Nibbio. Per il sessantenne, però, non c’è stato nulla da fare. Le conseguenze della caduta si sono rivelate fatali e ogni tentativo di soccorso è risultato inutile. La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti medico-legali. Al momento non risultano responsabilità accertate e le indagini dovranno stabilire le cause del cedimento.Morti sul lavoro, il drammatico bilancio dell’Umbria nel 202
La morte di Aldo Biselli riporta drammaticamente in primo piano il tema della sicurezza sul lavoro in Umbria, una regione che negli ultimi anni ha fatto registrare livelli di mortalità particolarmente elevati in rapporto al numero degli occupati.
Nel 2025 l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering, elaborando i dati INAIL, ha contato in Umbria 17 vittime “in occasione di lavoro”, cioè escludendo gli incidenti in itinere. Su circa 373 mila occupati, l’incidenza regionale è risultata tra le più alte d’Italia.

La distribuzione territoriale evidenzia 13 vittime nella provincia di Perugia e 4 in quella di Terni secondo l’elaborazione Vega riferita agli incidenti avvenuti durante il lavoro.
Il dato INAIL delle denunce di infortunio con esito mortale per luogo di accadimento restituisce per l’intero 2025 un totale di 19 casi in Umbria: 15 in provincia di Perugia e 4 in provincia di Terni. La differenza rispetto ai 17 casi dell’Osservatorio Vega deriva dal diverso perimetro statistico utilizzato: il dato Vega citato sopra riguarda le morti in occasione di lavoro ed esclude l’itinere.
Nel 2026: già 7 vittime nei primi sei mesi, poi altri incidenti
Nei primi quattro mesi dell’anno l’Osservatorio Vega aveva registrato 3 morti in occasione di lavoro in Umbria, tutti nella provincia di Perugia. A fine maggio il bilancio era già salito a 5 vittime, quattro nel Perugino e una nel Ternano.
A giugno la situazione è ulteriormente peggiorata: nel primo semestre 2026 le vittime in occasione di lavoro in Umbria risultavano 7. Il dato ha riportato la regione nella “zona rossa”, quella in cui l’incidenza della mortalità sul lavoro supera di oltre il 25 per cento la media nazionale.
Il caso di Aldo Biselli, morto il 18 agosto a Deruta, si aggiunge dunque a una sequenza di incidenti che non si è fermata con la conclusione del primo semestre. Il numero complessivo aggiornato dell’anno dovrà però essere certificato dai successivi aggiornamenti statistici INAIL e dalle elaborazioni dell’Osservatorio.
Il settore delle costruzioni resta uno degli ambiti maggiormente esposti. Nel 2025, a livello nazionale, è stato quello con il maggior numero di decessi in occasione di lavoro, con 148 vittime, davanti alle attività manifatturiere e ai trasporti.
Un dato che rende ancora più significativa la tragedia di Deruta e riaccende l’attenzione sulla prevenzione, sull’utilizzo dei dispositivi di protezione e sulle procedure di sicurezza nelle attività svolte in quota e sulle coperture.
La notizia della morte dell’imprenditore ha profondamente colpito la comunità derutese.
In segno di lutto, il Comune di Deruta ha annullato il concerto previsto per la serata di martedì. Il sindaco Michele Toniaccini ha espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia e l’amministrazione comunale ha manifestato l’intenzione di proclamare il lutto cittadino nel giorno dei funerali. (ANSA.it)
Cordoglio è stato espresso anche dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, che ha rivolto alla famiglia le condoglianze della Giunta regionale e dell’amministrazione.
Profondo dolore anche nel mondo dello sport locale. L’Asd Deruta Calcio San Nicolò, società nella quale Biselli aveva ricoperto il ruolo di dirigente, ha ricordato la sua lunga vicinanza alla squadra e il sostegno dato negli anni ai colori del Deruta.
La società si è stretta attorno alla moglie Michela, ai figli Alberto e Francesco e ai fratelli Adriano, Antonio, Antonella e Angela, esprimendo le proprie condoglianze e ricordando Aldo come una presenza importante nella storia del club.
Una tragedia che colpisce un’intera comunità e che, ancora una volta, riporta al centro una domanda che i numeri rendono sempre più urgente: quanto resta ancora da fare perché in Umbria non si continui a morire di lavoro?















