Oggi il complesso è divenuto Patrimonio UNESCO ed è meta costante di visitatori provenienti da ogni parte del mondo
Nel cuore verde dell’Umbria, in quella terra di confine tra Lazio e Toscana, in località Monteggabbione in provincia di Terni, si trova la Scarzuola,la città esoterica partorita dall’ingegno dell’architetto Tomaso Buzzi.
Oggi il complesso è divenuto Patrimonio UNESCO ed è meta costante di visitatori provenienti da ogni parte del mondo.
Ma come è nata la città ideale?
Dove si incontrano templi, cieli stellati, volte celesti, simboli esoterici ed alchemici.
Tomaso Buzzi era un giovane architetto che lavorava a Milano nello studio di Gio’ Ponti.
Vittorio Valletta, all’epoca Amministratore delegato ed in seguito Presidente della Fiat dagli anni quaranta fino alla morte, acquisto’ il medievale Castello di Parrano. Ad eseguire i lavori, chiamò proprio l’architetto milanese.
Buzzi si innamorò dell’Umbria a tal punto che nel tempo libero andava a visitare i casolari ed i manieri che si dispiegano lungo le dolci colline.
Un giorno arrivò alla Scarzuola, da cui sembra che il nome derivi da una pianta palustre che cresce solo in quel luogo, simile alla paglia con la quale nel 1218 San Francesco aveva costruito una capanna e fece sgorgare come per miracolo una fonte d’acqua.
Per questo motivo in seguito divenne dimora di un convento di Frati Francescani.
Per l’architetto milanese fu amore a prima vista, era un’esplosione di luci e colori. Il verde accecante dei campi sconfinati che si confondeva con l’azzurro del cielo e delle sorgenti di acqua naturale, Buzzi acquisto’ l’intero complesso, restauro’ la chiesa francescana,all’interno della quale ancora oggi si può ammirare un’esclusiva raccolta di paramenti clericali, contemporaneamente inizio’ a lavorare al suo progetto.
Voleva lasciare all’umanità no una città, ma un viaggio all’interno di se stessi, e lo fece inserendo le creazioni più belle del mondo, dalle Piramidi Egizie al Partenone.
La Scarzuola non può essere spiegata va vissuta,lungo quel cammino dove si incontra il buio e la luce, il sole e la luna, la notte ed il giorno è racchiuso il mistero dell’essere umano.
Per molti puo’ essere solo un’accozzaglia di oggetti messi li per caso, per altri una curiosità, per pochi eletti è il dono più bello che un lavoratore della pietra grezza poteva donare alla conoscenza.
Il mistero deve restare tale, come i riti, la Scarzuola stessa non si lascerà mai violare da menti profane.
Oggi il complesso è gestito dal Nipote di Buzzi, Marco Solari che porta avanti i progetti lasciati in eredità dallo zio.
Perché l”opera non sarà mai compiuta ed il lavoro deve essere quotidiano.
Credo che tra gli infiniti gioielli architettonici e paesaggistici, l’Umbria possa annoverare anche la Scarzuola, luogo di regale bellezza.
Sonia Terzino





