
Si chiude al Museo del Capitolo la mostra dedicata al capolavoro commissionato nel 1505 al grande artista rinascimentale
Si è conclusa la mostra “L’atteso ritorno. Raffaello per Monteluce dai Musei Vaticani”, che dal 1° ottobre 2025 al 7 gennaio 2026 ha riportato a Perugia l’Incoronazione della Vergine, capolavoro commissionato nel 1505 dalle Clarisse del Monastero di Santa Maria di Monteluce a Raffaello Sanzio e completato dai suoi allievi Giulio Romano e Giovan Francesco Penni. L’opera è stata esposta presso il Museo del Capitolo, offrendo a oltre 8.000 visitatori la possibilità di ammirare uno dei vertici del Rinascimento italiano.
Il ritorno dell’opera è stato reso possibile in occasione del Giubileo della Speranza, grazie alla collaborazione tra l’Arcidiocesi di Perugia–Città della Pieve e i Musei Vaticani. Il percorso espositivo ha proposto un approfondimento sulla pala, sulla storia del monastero di Monteluce e sul significato spirituale dell’anno giubilare, favorendo un dialogo tra arte, fede e contemporaneità.
Dopo oltre due secoli, la pala è tornata a confrontarsi con la predella di Berto di Giovanni, concessa in prestito dalla Galleria Nazionale dell’Umbria, e con un prezioso Crocifisso quattrocentesco proveniente dal Monastero delle Clarisse di Sant’Erminio, ricostruendo un contesto storico e devozionale di grande suggestione.


La mostra si è rivelata anche un’importante occasione di studio e ricerca. Turisti, cittadini, associazioni culturali, studenti universitari, studiosi e numerose scuole hanno partecipato alle attività e alle proposte didattiche curate dai Servizi Educativi di Isola San Lorenzo, confermando il forte interesse suscitato dall’iniziativa.
Tra le principali eredità dell’esposizione vi è il catalogo edito da Silvana Editoriale, frutto di una collaborazione scientifica tra la Diocesi di Perugia–Città della Pieve e i Musei Vaticani. Il volume raccoglie i risultati di un lavoro interdisciplinare che ha coinvolto anche l’Università degli Studi di Perugia e la Galleria Nazionale dell’Umbria, approfondendo aspetti storici, iconografici e tecnici dell’opera.
Particolarmente rilevanti sono stati gli esiti delle indagini diagnostiche condotte dai Musei Vaticani, che hanno permesso di confermare l’intervento diretto di Raffaello nella parte superiore della tavola, distinguendolo dal lavoro degli aiuti nella sezione inferiore. Studi che hanno evidenziato la complessità esecutiva dell’opera, nata dall’unione di due parti diverse in un unico progetto.
Oltre ai risultati scientifici, la mostra ha lasciato un segno profondo nella memoria dei visitatori, tra emozioni, momenti di preghiera e il rinnovato legame tra la città e il complesso monastico di Monteluce. Un’esperienza che non rappresenta un punto di arrivo, ma uno slancio verso ulteriori ricerche e approfondimenti, già programmati nei prossimi mesi con una futura giornata di studi dedicata a questo capolavoro del Rinascimento.




