20 poliziotti del penitenziario sono intervenuti riuscendo ad evitare il peggio
Da tre giorni due nordafricani minacciavano gli altri detenuti del carcere di Sabbione, alzando il volume della tv e gridando nel cuore della notte. Gli investigatori sono convinti che l’accaduto di ieri sia legato agli stupefacenti che girano nel penitenziario: è stato confermato anche dalle recenti ispezioni e perquisizioni nelle varie celle, dove i poliziotti penitenziari hanno sequestrato diversa droga.
Un gruppo di carcerati ha organizzato, nei confronti dei due detenuti africani, una vera spedizione punitiva, fortunatamente l’intervento della polizia penitenziaria ha evitato il peggio.
Il segretario dell’Umbria del Sappe, Fabrizio Bonino, ha ricostruito la dinamica: “I due soggetti hanno disturbato gli altri ristretti che al mattino devono alzarsi presto per andare al lavoro. Venerdì mattina, arrivati all’esasperazione, i detenuti volevano rifiutarsi di scendere al lavoro o di non rientrare perché stanchi della situazione che si era creata. Nel tardo pomeriggio di sabato poi i due nordafricani, armati di lamette, hanno tentato di raggiungere la sezione H per sfregiare un detenuto Italiano che stava facendo una telefonata alla famiglia”.
Il tentativo di aggredire il detenuto italiano ha scatenato l’ira degli altri carcerati che, volendo farsi giustizia da sé, hanno tentato di sfondare il cancello per raggiungere i due nordafricani.
Un crescendo di violenza e paura che ieri ha imposto l’intervento di venti poliziotti della penitenziaria. “I detenuti della H – ha continuato Bonino – armati di spranghe rudimentali, hanno tentato nuovamente di vendicarsi occupando la rotonda della sezione, spaccando i plexiglass dei locali del passeggio, nel tentativo di arrivare al reparto dove si trovavano i due africani. Solo nel primo pomeriggio, con l’intervento dei poliziotti fuori servizio, è stata riportata la calma – conferma il segretario – ma la situazione è pesante ed il Prap ed il Dap continuano a non intervenire e a ignorare le nostre lettere di protesta”.
I due nordafricani sono stati messi in isolamento e ora sulle reali cause della spedizione punitiva, tenuta a bada dalla penitenziaria, sono in corso serrate indagini.
Il Sappe denuncia l’esigenza di snellire l’affollamento più volte richiesto e “solo in parte avvenuto, infatti i detenuti presenti nel carcere di Sabbione sono 520, prima della promessa di sfollamento del provveditore era di 525”.






