La consulenza tecnica depositata dalla difesa di Yassin Amri in vista dell’udienza preliminare contesta diversi elementi dell’inchiesta della Procura di Perugia, dalle testimonianze agli accertamenti scientifici
La strategia difensiva di Yassin Amri passa dalla consulenza tecnica firmata dalla criminologa Roberta Bruzzone. La relazione, depositata dall’avvocato Vincenzo Bochicchio in vista dell’udienza preliminare fissata per il prossimo 10 settembre, analizza gli atti dell’inchiesta sull’omicidio di Hekuran Cumani, il 23enne di Fabriano morto nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 2025 durante una rissa avvenuta nel parcheggio della facoltà di Matematica dell’Università degli Studi di Perugia.
Secondo la consulenza, gli elementi raccolti nel corso delle indagini non sarebbero sufficienti ad attribuire con certezza ad Amri il colpo mortale. La relazione sostiene infatti che il quadro accusatorio si fonderebbe prevalentemente su valutazioni indiziarie e non su prove oggettive in grado di ricostruire con sicurezza la dinamica dell’aggressione.
I punti contestati dalla difesa
La consulenza individua diversi aspetti che, secondo la difesa, meritano un riesame nel futuro confronto processuale.
Uno dei principali riguarda le testimonianze raccolte dopo la rissa. La criminologa evidenzia come nessuno dei presenti abbia assistito direttamente al momento in cui Hekuran Cumani è stato colpito mortalmente. Inoltre, alcune descrizioni dell’aggressore fornite da testimoni oculari vengono ritenute non compatibili con le caratteristiche fisiche di Amri, elemento che la difesa considera significativo ai fini dell’identificazione dell’autore del fendente.
Dubbi sulle prove scientifiche
Ampio spazio viene dedicato anche agli accertamenti tecnico-scientifici.
La relazione sottolinea che sugli indumenti sequestrati ad Amri non sarebbero state individuate tracce biologiche riconducibili alla vittima. Allo stesso tempo vengono richiamati gli esiti delle analisi eseguite su un altro coltello sequestrato durante le indagini, sul quale sarebbero state rilevate tracce ematiche attribuite sia a Hekuran Cumani sia a un altro indagato.
Per la difesa, questi elementi imporrebbero una valutazione più approfondita dell’intera ricostruzione investigativa.
La questione dell’arma del delitto
Tra gli aspetti affrontati nella consulenza figura anche il coltello recuperato nel fiume Tevere, che gli investigatori ritengono compatibile con l’omicidio.
Secondo Roberta Bruzzone, la larghezza della lama non coinciderebbe con le dimensioni della ferita mortale rilevata durante l’autopsia. La consulenza evidenzia inoltre l’assenza del Dna della vittima sul coltello, circostanza che, secondo la difesa, rappresenta un ulteriore elemento da valutare nel corso del procedimento.
L’udienza preliminare decisiva
La consulenza tecnica entrerà ora nel fascicolo dell’udienza preliminare, durante la quale il giudice sarà chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Perugia.
Le conclusioni elaborate dalla criminologa rappresentano la posizione della difesa e saranno oggetto del confronto con gli elementi raccolti dall’accusa nel corso dell’inchiesta. Sarà quindi il giudice, nell’ambito del contraddittorio tra le parti, a valutare il peso delle rispettive ricostruzioni e la consistenza del quadro probatorio.













