Prima udienza preliminare a Perugia. La famiglia chiede di estendere l’accusa di omicidio agli altri imputati. Procedimento rinviato al 1° ottobre
Prima udienza preliminare davanti al gup di Perugia per l’omicidio di Hekuran Cumani, il 23enne di Fabriano ucciso con una coltellata nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 2025, al culmine di una violenta lite nel quartiere universitario della città.
L’udienza non è però entrata nel vivo: alcuni difetti di notifica hanno reso necessario il rinvio del procedimento al prossimo 1° ottobre, quando il giudice potrà affrontare le questioni preliminari sollevate dalle parti.
Al centro del procedimento c’è Yassin Amri, 21 anni, accusato di omicidio volontario. La difesa, rappresentata dall’avvocato Vincenzo Bochicchio, punta all’esclusione dell’aggravante dei motivi abietti, passaggio che consentirebbe all’imputato di chiedere il giudizio abbreviato e, in caso di condanna, di beneficiare della prevista riduzione della pena.
Di segno opposto la posizione della famiglia Cumani. I legali dei familiari chiedono che la responsabilità per l’omicidio venga estesa anche agli altri imputati coinvolti nel procedimento, chiamati attualmente a rispondere a vario titolo di altri reati legati alla violenta lite.
All’udienza erano presenti anche il padre e il fratello di Hekuran, che si sono trovati per la prima volta in aula insieme al giovane accusato dell’omicidio.
I fatti risalgono alle prime ore del 18 ottobre dello scorso anno. La lite tra due gruppi di giovani sarebbe nata da uno sfottò legato al calcio per poi degenerare. Cumani venne raggiunto da una coltellata al torace che si rivelò fatale, mentre il fratello rimase ferito.
Secondo l’accusa, a sferrare il colpo mortale sarebbe stato Amri, che ha sempre negato di essere l’autore dell’accoltellamento. Il confronto sulle richieste delle parti proseguirà dunque il 1° ottobre.
















