Blitz in una chiesa del Seicento danneggiata dal sisma: video sui social incastrano un gruppo di “esploratori urbani”
Profanata la tomba di una badessa all’interno dei resti della chiesa di Sant’Andrea a Campi Alto, frazione di Norcia, edificio già parte di un antico monastero e gravemente danneggiato dal terremoto del 2016. Per l’episodio, avvenuto lo scorso 6 gennaio 2025, i carabinieri hanno denunciato quattro persone – due uomini e due donne tra i 26 e i 49 anni, residenti in Lombardia.
L’indagine, coordinata dai militari di Caldarola (Macerata), ha fatto luce su un gruppo più ampio dedito a incursioni illegali in edifici storici e religiosi resi inagibili dal sisma. Luoghi abbandonati trasformati in set per video e fotografie, poi pubblicati sui social network per ottenere visibilità e guadagni.
L’irruzione e la profanazione della sepoltura
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i quattro indagati si sarebbero introdotti nella chiesa utilizzando torce e attrezzi da scasso. Durante l’incursione avrebbero violato anche la bara contenente le spoglie della badessa dell’antico monastero, un gesto per il quale è scattata l’accusa di violazione di sepolcro.
Non è ancora chiaro se l’atto sia stato compiuto con piena consapevolezza, ma resta la gravità del gesto, aggravato dal contesto: un edificio sacro già segnato dalla devastazione del terremoto.
Le indagini partite dalle Marche
Il caso di Norcia si inserisce in un filone investigativo più ampio avviato nelle Marche. Già nei mesi precedenti, infatti, i carabinieri avevano identificato e denunciato altre undici persone coinvolte in episodi simili, con accuse che includevano anche tentato furto oltre alla violazione di domicilio.
L’analisi delle immagini di videosorveglianza – pubbliche e private – e dei contenuti pubblicati online dal gruppo ha permesso agli inquirenti di collegare i vari episodi e risalire ai responsabili.
Reati e accuse
I quattro denunciati dovranno rispondere davanti alla Procura di Spoleto di violazione di sepolcro per quanto accaduto a Norcia. Per altri episodi avvenuti nelle Marche, le accuse sono invece di violazione di domicilio e danneggiamento aggravato in concorso.
Allarme per il patrimonio storico e religioso
L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine verso la tutela dei beni culturali e dei luoghi della memoria, soprattutto nelle aree colpite dal sisma del 2016. Proprio questi contesti, spesso isolati e vulnerabili, diventano bersaglio di intrusioni illegali mosse da finalità futili o di profitto.
Un fenomeno che preoccupa non solo per i danni materiali, ma anche per il valore simbolico e storico dei luoghi violati.

























