Sequestrati video e immagini di minori in pc, chiavette e hard disk: l’uomo ottiene le attenuanti per età e condizioni di salute
Un 73enne originario di Spoleto, residente a Deruta, ha patteggiato una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione per detenzione e accesso a materiale pedopornografico. La pena, concordata tra la Procura e il suo legale, l’avvocato Marco Brambatti, è stata pronunciata nel corso dell’udienza preliminare davanti al giudice del Tribunale di Perugia. Il patteggiamento ha tenuto conto delle condizioni di salute dell’uomo, descritte come particolarmente gravi, e del riconoscimento delle attenuanti generiche.
L’indagine ha preso forma nel febbraio 2025, quando la Polizia postale ha sequestrato il materiale informatico dell’indagato. All’interno del computer e di diversi supporti esterni – tra cui hard disk e chiavette USB – sono stati rinvenuti quasi mille file: circa 460 video e oltre 560 immagini raffiguranti minori in pose sessualmente esplicite o con i genitali esposti. Una parte dei contenuti, secondo gli accertamenti, sarebbe stata reperita attraverso attività di upload e download effettuate tramite il suo indirizzo IP personale. Un elemento che, per gli investigatori, allontanerebbe l’ipotesi di un coinvolgimento in circuiti di commercializzazione del materiale.
I reati contestati coprono un arco temporale che va dal maggio 2022 al novembre 2024. Il materiale è stato sottoposto ad accertamenti irripetibili e successivamente distrutto. Nel capo d’imputazione è presente anche l’aggravante relativa all’ingente quantità di file detenuti.
Secondo quanto emerso, l’uomo viveva in condizioni di forte limitazione fisica, costretto in carrozzina e impossibilitato a lasciare la propria stanza. La difesa ha sottolineato lo stato di salute e la collaborazione fornita durante le indagini come elementi determinanti per la concessione delle attenuanti.





