Sotto profilassi i contatti stretti. Nessuna necessità di sanificazione ambientale: il batterio si trasmette solo per via aerea con contatti ravvicinati
Un caso di meningite fulminante da meningococco ha colpito una bambina di cinque mesi, deceduta nel pomeriggio di martedì 17 febbraio. La segnalazione è stata trasmessa dalla direzione ospedaliera di Perugia al servizio di Igiene e Sanità Pubblica della Usl Umbria 1, che ha immediatamente attivato le procedure previste.
Secondo quanto comunicato dall’azienda sanitaria, è attualmente in fase di conclusione l’indagine epidemiologica per ricostruire con precisione la rete dei contatti avuti dalla piccola nei giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi. L’obiettivo è individuare tutte le persone che potrebbero essere state esposte al batterio e sottoporle, in via cautelativa, alla profilassi antibiotica.
La meningite meningococcica è un’infezione batterica trasmessa esclusivamente attraverso il contatto aereo stretto da persona a persona. Il meningococco, infatti, sopravvive per un tempo molto limitato al di fuori dell’organismo umano: per questo motivo non si rende necessaria alcuna sanificazione straordinaria degli ambienti.
Il periodo di incubazione varia generalmente tra i 2 e i 10 giorni. La contagiosità, spiegano dall’azienda sanitaria, è circoscritta ai sette giorni precedenti la comparsa dei primi sintomi.
In queste ore il servizio di Igiene e Sanità Pubblica sta lavorando in stretto raccordo con la direzione ospedaliera per definire con la massima accuratezza l’elenco delle persone presenti negli orari di accesso all’ospedale della bambina. Coinvolti anche i pediatri di libera scelta e i medici di medicina generale, che collaborano nell’attività di informazione e prevenzione.
La direzione della Usl Umbria 1 ha espresso il più sentito cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia della piccola, colpita da un dolore profondo e improvviso.








