Più incidenti, più feriti e più vittime: i dati Istat-Aci confermano un anno nero per la sicurezza stradale. Colpiti soprattutto giovani e anziani
Cinque morti al mese. Più di uno a settimana. È questa la media con cui il 2024 ha macchiato le strade umbre. I dati ufficiali pubblicati da Istat e Aci parlano chiaro: 62 persone hanno perso la vita in incidenti stradali, 17 in più rispetto all’anno precedente. Una crescita del +37,8%, la più alta degli ultimi dieci anni.
Numeri che smentiscono la breve tregua registrata tra 2022 e 2023, e che riportano l’Umbria tra le regioni peggiori per rapporto tra incidenti e decessi.
Incidenti in aumento, feriti anche
Il quadro complessivo è in peggioramento: gli incidenti nel 2024 sono stati 2.448, contro i 2.280 del 2023. I feriti sono saliti a 3.403, quasi 300 in più. A incidere, come sempre, sono soprattutto le strade urbane, dove si è concentrata la maggior parte degli incidenti (1.574). Seguono le extraurbane (772) e le autostrade o raccordi (102).
I decessi: 24 in città, 34 su strade extraurbane, 4 in autostrada.
I più colpiti: giovani e over 65
Il dato anagrafico è forse il più allarmante: 11 vittime avevano meno di 25 anni, tra cui 4 minorenni.
Altre 15 vittime avevano più di 65 anni, confermando la fragilità crescente di chi si muove a piedi o in auto in età avanzata.
Completano la drammatica contabilità: 2 morti tra i 25 e i 29 anni, 7 tra i 30 e i 44, 6 tra i 45 e i 54 e 10 tra i 55 e i 64 anni.
Più investimenti, soprattutto sugli anziani
Nel 2024 sono state 277 le persone investite, contro le 264 del 2023. I pedoni morti sono stati 7, di cui 5 over 65. Una conferma: la mobilità urbana continua a essere pericolosa soprattutto per chi cammina.
Le cause: distrazione, precedenza e velocità
Non cambiano nemmeno i motivi degli incidenti. Il 37,8% è dovuto a distrazione alla guida, mancato rispetto della precedenza o velocità eccessiva.
Quest’ultima resta l’infrazione più sanzionata dopo la sosta vietata: incide per il 34% del totale delle multe.
Il conto: 18 miliardi di euro
Gli incidenti stradali con lesioni hanno comportato un impatto economico pari a oltre 18 miliardi di euro, secondo le stime Istat: quasi l’1% del PIL nazionale.
Uno spiraglio nel 2025
L’unica nota meno amara arriva dai primi dati del 2025: 18 le vittime fino a ieri, con una media mensile dimezzata rispetto all’anno scorso. Ma è presto per parlare di inversione di tendenza. E le strade, per ora, restano tutto fuorché sicure.
L’impatto economico e le contromisure
Nel 2024, il costo economico degli incidenti stradali con lesioni è stato stimato in oltre 18 miliardi di euro, quasi l’1% del Pil nazionale. Il nuovo Piano nazionale per la sicurezza stradale 2030 mira a dimezzare il numero di morti e feriti intervenendo su progettazione delle infrastrutture, tecnologie di bordo, rafforzamento dei controlli e maggiore rapidità nei soccorsi.




