Alla Corte d’assise di Terni le testimonianze su gelosia, controlli e violenze. L’imputato accusato dell’omicidio della moglie a Spoleto
Si è svolta davanti alla Corte d’assise di Terni la seconda udienza del processo per il femminicidio di Laura Papadia, la donna uccisa a Spoleto nella notte tra il 25 e il 26 marzo dello scorso anno. Imputato è Nicola Gianluca Romita, agente di commercio di 48 anni, accusato di omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale.
Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati diversi testimoni che hanno ricostruito il rapporto tra Laura Papadia e Nicola Gianluca Romita, descrivendo una relazione segnata da gelosia, controllo e frequenti litigi.
Tra le testimonianze, quella dell’ex compagna dell’imputato, che ha riferito di aver ricevuto una telefonata da Romita subito dopo l’omicidio. In quell’occasione, secondo quanto dichiarato in aula, l’uomo avrebbe confessato di aver ucciso la moglie e di voler togliersi la vita. La donna ha inoltre parlato di precedenti episodi di rabbia e comportamenti aggressivi.
In aula sono stati ascoltati anche il padre e il fratello di Laura Papadia. I familiari hanno raccontato ai giudici delle tensioni crescenti nella coppia e di atteggiamenti definiti oppressivi da parte dell’imputato. Secondo le testimonianze, Nicola Gianluca Romita controllava il telefono della moglie e cercava di limitarne i rapporti sociali.
Il fratello della vittima ha riferito che Laura Papadia arrivava a parlare in inglese durante le telefonate per evitare di essere compresa, mentre il padre ha raccontato episodi di insulti e comportamenti aggressivi, oltre a presunti spintoni.
Nel corso della seconda udienza del processo per l’omicidio di Laura Papadia è stato ascoltato anche il figlio dell’imputato, nato da una precedente relazione. Il giovane ha raccontato che pochi giorni prima del delitto il padre gli aveva confidato le difficoltà nel matrimonio e l’intenzione di partire per un viaggio, aggiungendo di aver nascosto del denaro per i figli.
Le testimonianze della seconda udienza si aggiungono agli elementi emersi nella prima udienza del processo, quando erano stati sentiti i primi testimoni e ricostruite le fasi successive al delitto di Spoleto, compreso il tentativo di suicidio dell’imputato al Ponte delle Torri.
Il processo per il femminicidio di Laura Papadia proseguirà nelle prossime udienze davanti alla Corte d’assise di Terni, con l’ascolto di altri testimoni e l’esame delle prove raccolte dagli investigatori.

























