Le indagini hanno ricostruito il giro di sim e carte false. Vittime raggirate da falsi annunci di vendita
Le indagini avviate dopo la morte di Andrea Prospero, il 19enne abruzzese trovato senza vita a Perugia lo scorso gennaio, hanno portato alla luce un ampio filone legato a truffe informatiche consumate in diverse province italiane.
Gli investigatori della Polizia Postale e della Squadra Mobile hanno ricostruito come le 46 sim card trovate accanto al corpo del giovane, intestate a prestanomi inconsapevoli o a persone inesistenti, siano state utilizzate per realizzare una serie di raggiri online. Le carte telefoniche, acquistate tutte in un arco di pochi giorni a Chieti Scalo e a Milano, risultano collegate a falsi annunci pubblicati sul web per la vendita di cellulari, fotocamere e orologi.
Almeno nove le denunce raccolte nel 2024 in diverse città – da Bolzano a Taranto, passando per Novara, Biella, Modena, Latina, Teramo e Savona – con vittime che hanno versato somme di denaro senza ricevere la merce promessa. Gli importi, per un bottino complessivo di diverse migliaia di euro, sarebbero poi confluiti su conti in bitcoin e su due carte di credito intestate fittiziamente, strumenti che lo stesso Prospero gestiva.
Proprio da questi fondi, secondo le indagini, erano stati prelevati anche i mille euro utilizzati per affittare il monolocale di via del Prospetto a Perugia, dove il giovane si è tolto la vita.
Il fascicolo sulle truffe, distinto da quello principale, è ora destinato a dividersi in più procedimenti che verranno trasmessi alle procure competenti per territorio.





