L’esame condotto a Perugia: nessuna lesione ossea evidente. Indagato per soppressione di cadavere il genero
Si è svolta giovedì, presso l’istituto di medicina legale dell’azienda ospedaliera di Perugia, l’autopsia sulla salma di Enza Delli Gatti, la 71enne ritrovata in avanzato stato scheletrico a una profondità di circa 50 metri nella campagna di Arrone, nei giorni di Ferragosto, non lontano dalla casa di famiglia.
L’esame, condotto dal professor Massimo Lancia, non avrebbe evidenziato lesioni ossee significative. Saranno tuttavia decisivi gli esiti degli approfondimenti di laboratorio – genetici, tossicologici e microbiologici – i cui risultati sono attesi nei prossimi mesi e che potrebbero fornire elementi fondamentali per chiarire le cause del decesso.
Sulla vicenda indagano i carabinieri del Nucleo investigativo di Terni, coordinati dal sostituto procuratore Raffaele Pesiri. Nel fascicolo compare un indagato: il genero della vittima, il 56enne G.C., accusato di “soppressione di cadavere”. Sarebbe stato proprio lui, nei giorni scorsi, a indicare ai militari il punto esatto in cui scavare per riportare alla luce i resti della donna.





