Il 39enne, condannato definitivamente per reati di droga, era irreperibile dal giugno 2024
La Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Perugia ha coordinato l’attività che ha portato all’arresto di un cittadino pakistano di 39 anni, destinatario di un ordine di esecuzione pena per una condanna definitiva collegata a reati in materia di stupefacenti commessi tra luglio e settembre 2016 nel territorio di Porto Recanati.
L’uomo si era reso irreperibile dal giugno 2024, costringendo gli investigatori a un prolungato lavoro di localizzazione. L’Ufficio S.D.I. della Procura Generale perugina ha svolto un’approfondita analisi incrociata dei dati, mantenendo un costante scambio informativo con la Divisione Sirene del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia di Roma.
L’individuazione in Portogallo e l’avvio della procedura di estradizione
Le verifiche hanno permesso di individuare il 39enne nel luglio scorso ad Amadora, in Portogallo, dove aveva presentato richiesta di asilo. A seguito della segnalazione, la Procura Generale di Perugia aveva già attivato la procedura di estradizione per riportarlo in Italia.
Il legame familiare e la resa spontanea
Nel corso delle indagini è emerso che l’uomo aveva sposato nel 2019 una cittadina italiana residente nel bresciano. Proprio questo legame familiare avrebbe spinto il latitante a tornare in Italia nelle scorse settimane. Una volta venuto a conoscenza del provvedimento restrittivo a suo carico, il 39enne si è presentato spontaneamente presso la Stazione dei Carabinieri, dove è stato tratto in arresto.
La detenzione
Conclusi gli adempimenti di rito, il cittadino pakistano è stato condotto alla Casa Circondariale “Nerio Fischione” di Brescia, dove dovrà scontare una pena residua di 3 anni e 6 mesi di reclusione.




