I motivi del rapimento furono per somme di droga non pagata
Si è conclusa con successo l’inchiesta del giovane perugino di 21 anni che il 5 gennaio dello scorso anno venne legato mani e piedi, imbavagliato e tenuto sotto sequestro in un campo per tutta la notte. Il giovane fu tenuto sotto sequestro nella zona del cimitero.
I malviventi dopo averlo preso in ostaggio inviarono le foto alla madre con la richiesta di un riscatto di 12 mila euro, tanto era il pagamento che il figlio avrebbe dovuto rimborsare ai pusher per una partita di droga acquistata da un suo amico e non rimborsata. All’epoca la polizia individuò e fermò due componenti della banda.
Nei giorni scorsi,a chiusura delle indagini, è stato effettuato un arresto in flagranza e altre misure cautelari con l’obbligo di mora e di firma per gli altri responsabili del sequestro.
I fatti
A chiusura delle indagini è stato verificato che un amico del giovane perugino aveva acquistato una quantità importante di hashish da un 25enne – pusher- senza però saldare il debito.
Il 21enne venne ritenuto responsabile del mancato versamento da parte del suo amico e fu minacciato e spaventato dal 25enne che fece saltare in aria con una bomba carta una panchina vicino casa sua, costringendolo a consegnargli 1.500 euro. Successivamente il pusher pretese che il 21enne gli procurasse una ulteriore somma di stupefacenti (12 mila euro) ma l’operazione non riscontrò un buon esito e dette inizio al sequestro di persona.
I genitori del 21enne terrorizzati dai fatti si rivolsero ai carabinieri di Ponte San Giovanni che avviarono l’inchiesta, autorizzata dal pm Gemma Miliani. Dopo quasi un anno di indagini la polizia ha chiuso il caso e arrestato gli altri responsabili.






