Il giovane romano Emiliano Volpe sarà giudicato dalla Corte d’Assise di Perugia a partire dal 22 gennaio 2026. Respinto il patteggiamento
Sarà processato dalla Corte d’Assise di Perugia Emiliano Volpe, il diciottenne di Roma accusato di istigazione al suicidio in relazione alla morte di Andrea Prospero, lo studente universitario di 19 anni originario di Lanciano, trovato senza vita lo scorso gennaio in un bed and breakfast del centro storico del capoluogo umbro.
Il gup Simona Di Maria, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto il giudizio immediato, fissando la prima udienza per il 22 gennaio 2026. Il giudice ha anche rigettato la proposta di patteggiamento avanzata dalla difesa del giovane, che prevedeva una pena di due anni e mezzo da sostituire con lavori di pubblica utilità, ritenendola non congrua rispetto alla gravità dei fatti contestati.
Alla nuova udienza preliminare non è stata presentata alcuna ulteriore richiesta di patteggiamento. L’imputato non era presente in aula, mentre hanno assistito all’udienza i genitori e i fratelli di Prospero, costituiti parte civile con gli avvocati Francesco Mangano e Carlo Pacelli.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, nei mesi precedenti la morte lo studente avrebbe intrattenuto contatti online con diversi interlocutori, tra cui l’imputato, con il quale avrebbe instaurato un rapporto confidenziale. In questo contesto, il giovane avrebbe manifestato uno stato di profondo disagio e l’intenzione di togliersi la vita. Volpe è accusato di averlo incoraggiato o agevolato, anche indicando modalità per il suicidio.






