Dal primo ottobre il trasferimento dei primi pazienti. Gli spazi potranno essere riconvertiti in postazioni di terapia intensiva in caso di necessità
Entra in funzione la nuova area di terapia semintensiva dell’ospedale di Città di Castello. Da giovedì primo ottobre prenderà il via il trasferimento dei primi pazienti nei nuovi spazi situati al quinto piano del presidio e afferenti alla Struttura complessa di Medicina generale, diretta da Melina Verso.
L’attivazione sarà progressiva, sulla base delle esigenze assistenziali, fino alla piena operatività dei 14 nuovi posti letto. La struttura è stata realizzata secondo elevati standard clinici, tecnologici e organizzativi e progettata per garantire flessibilità nella gestione dei pazienti.
Una delle caratteristiche principali riguarda infatti la possibilità di riconvertire rapidamente i posti di terapia semintensiva in postazioni di terapia intensiva, qualora le necessità assistenziali lo richiedessero.
Attenzione anche agli ambienti destinati a pazienti e operatori sanitari. Nella progettazione degli spazi sono stati adottati criteri innovativi, compreso lo studio dei colori attraverso principi di armocromia, con l’obiettivo di rendere il contesto di cura più accogliente e funzionale.
L’apertura della nuova area, i cui lavori strutturali erano terminati già da alcuni mesi, completa gli interventi finanziati nell’ambito del decreto legge 34/2020, relativo al Piano di riorganizzazione dell’emergenza Covid-19 e al rafforzamento della rete ospedaliera.
«L’attivazione dei nuovi posti letto di terapia semintensiva sarà accompagnata da un costante monitoraggio organizzativo e assistenziale», spiega Gioia Calagreti, direttrice facente funzione del Presidio ospedaliero Alto Tevere, sottolineando come l’obiettivo sia migliorare ulteriormente servizi e percorsi di cura attraverso ambienti moderni, tecnologie avanzate e nuovi modelli assistenziali.
Per Melina Verso, direttrice della Struttura complessa di Medicina generale, i 14 posti rappresentano «un importante passo avanti nell’organizzazione clinico-assistenziale» dell’ospedale. La semintensiva permetterà infatti di assistere pazienti che necessitano di monitoraggio costante e cure più intensive rispetto a un reparto ordinario, senza richiedere il ricovero in terapia intensiva.
















