Recapitate agli utenti senza che questi possano ottenere informazioni utili sulle cifre richiesta da pagare
Da mesi si trascina a Città di Castello il caso Dogre, la società che si occupa di servizio riscossione e affissione da oltre cinque anni per il Comune tifernate. Nei giorni scorsi decine di cartelle sono state recapitate agli utenti per alcuni pagamenti senza che questi possano ottenere informazioni utili sulle cifre richiesta da pagare: una nuova puntata del caso che si aggiunge alla querelle aperta coi dipendenti che si occupano di front office allo sportello e che hanno visto ridurre l’orario di lavoro e con esso, la possibilità di fornire un servizio al pubblico.
La vicenda, riportata oggi da La Nazione, è già finita più volte al centro del consiglio comunale con prese di posizioni critiche da parte degli esponenti politici. Ora i capigruppo della maggioranza consiliare, Gionata Gatticchi (Pd), Loriana Grasselli (Psi) e Rosanna Sabba (Lista Civica Luca Secondi Sindaco), hanno richiesto in accordo con la giunta comunale la convocazione delle commissioni preposte, (cioè la “Programmazione Economica” e “Servizi”), per l’audizione dei vertici di Dogre, la concessionaria della gestione del Canone Unico Patrimoniale.






