Completato l’intervento da 1,4 milioni di euro all’ospedale tifernate. Riorganizzati gli accessi, attive le aree per Obi, isolamento, Codice Rosa e Dama
Nuovi spazi, percorsi assistenziali riorganizzati e dotazioni tecnologiche potenziate per il Pronto soccorso dell’ospedale di Città di Castello. Da martedì 30 giugno sono entrati in funzione i locali completamente rinnovati grazie a un intervento da 1,4 milioni di euro, finanziato con le risorse del Decreto Legge 34/2020 destinate al rafforzamento della rete ospedaliera dopo l’emergenza pandemica.
L’obiettivo dell’intervento è quello di migliorare la qualità dell’assistenza, rendere più efficiente la gestione delle emergenze e garantire percorsi più sicuri e differenziati per i pazienti.
Dieci posti letto tra Obi, Medicina d’urgenza e isolamento
La nuova organizzazione prevede 10 posti letto complessivi, suddivisi tra Osservazione breve intensiva (Obi), camere dedicate ai pazienti della Medicina d’urgenza e stanze di isolamento per i casi con sospette malattie infettive.
Contestualmente è stata ridisegnata la distribuzione degli spazi per ottimizzare l’accoglienza e velocizzare la presa in carico dei pazienti che accedono al reparto.
Accessi separati in base al codice di priorità
Tra le principali novità figura la gestione differenziata degli accessi. I pazienti con codici bianchi e verdi seguono ora un percorso distinto rispetto a quelli classificati con codici azzurri, arancioni e rossi, consentendo una migliore organizzazione del lavoro sanitario e una maggiore rapidità nella risposta alle situazioni più urgenti.
Sono stati inoltre ampliati i percorsi dedicati al Codice Rosa, destinato alle vittime di violenza, e al Dama (Disabled Advanced Medical Assistance), il servizio riservato alle persone con gravi disabilità cognitive, neuromotorie o della comunicazione.
Una nuova Tac grazie ai fondi Pnrr
Il rafforzamento del Pronto soccorso è stato accompagnato anche dall’installazione di una Tac a 64 strati, acquistata con i fondi del Pnrr nell’ambito del programma di ammodernamento tecnologico delle strutture sanitarie.
Secondo Gioia Calagreti, dirigente medico del Presidio ospedaliero Alto Tevere, la ristrutturazione permette di offrire ambienti più funzionali e percorsi più fluidi, migliorando l’accoglienza e l’assistenza ai cittadini.
Per il direttore del Pronto soccorso Mario Gildoni, le nuove aree consentono di differenziare la gestione dei pazienti in base alla patologia, alla gravità clinica e alle specifiche esigenze di cura, rendendo più efficace l’attività del reparto.
Il direttore generale della Usl Umbria 1, Emanuele Ciotti, evidenzia infine come il progetto rappresenti un tassello importante nel potenziamento della rete dell’emergenza-urgenza, in linea con il nuovo Piano socio-sanitario regionale che punta su servizi sempre più moderni, inclusivi e accessibili.















