Il piano industriale 2025–2027 al centro della vertenza tra cooperativa, sindacati e forze politiche
Prosegue il confronto sulla vertenza Unicoop Etruria, al centro del dibattito dopo l’annuncio della riorganizzazione della rete di vendita e dello sciopero previsto per il 18 dicembre. In una nota diffusa nelle ultime ore, la cooperativa interviene per chiarire i contenuti della seconda fase del Piano industriale 2025–2027, ribadendo la volontà di mantenere aperto il dialogo con le organizzazioni sindacali e con i territori.
Secondo Unicoop Etruria, il piano nasce dall’esigenza di garantire stabilità e prospettive di lungo periodo alla cooperativa, rafforzandone la sostenibilità economica e il radicamento territoriale. Le decisioni adottate, comprese quelle che riguardano la revisione dei perimetri della rete di vendita, vengono definite il risultato di analisi approfondite e orientate alla tutela complessiva dell’impresa cooperativa e dei soci.
In merito ai punti vendita interessati dalla riorganizzazione, l’azienda precisa che si tratta di cessioni e non di chiusure, valutate singolarmente e con attenzione agli impatti economici e sociali. La cooperativa assicura che, nei territori coinvolti, l’obiettivo resta quello della continuità occupazionale, accompagnando eventuali passaggi con strumenti condivisi con le organizzazioni sindacali.
Tra i punti evidenziati anche gli investimenti destinati alla formazione del personale, allo sviluppo delle competenze e all’innovazione tecnologica, oltre alla conferma del ruolo strategico dei poli logistici di Vignale Riotorto e Castiglione del Lago, per i quali sono previsti investimenti complessivi pari a circa 4,5 milioni di euro. Il piano prevede inoltre ristrutturazioni di punti vendita esistenti, nuove aperture in Umbria e interventi di rilancio in altre aree in cui opera la cooperativa.
Alla posizione dell’azienda si contrappone la presa di posizione di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha espresso pieno sostegno allo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Secondo AVS, il piano industriale così come presentato rischia di mettere in discussione l’occupazione di 520 addetti, riproponendo criticità già segnalate dalle organizzazioni sindacali.
Il movimento politico sottolinea la necessità di un maggiore coinvolgimento dei lavoratori nelle scelte strategiche della nuova cooperativa e chiede tutele occupazionali, investimenti e un vero rilancio della cooperazione al consumo, ritenuta un elemento centrale per l’economia e la coesione sociale dei territori interessati.
Con il confronto ancora in corso e la mobilitazione sindacale confermata, la vertenza Unicoop Etruria resta aperta, in attesa di sviluppi sul futuro della cooperativa e delle centinaia di lavoratrici e lavoratori coinvolti.




