Monitoraggio costante e protocolli di prevenzione attivati negli istituti penitenziari di Perugia, Terni e Orvieto. Nessun caso segnalato a Spoleto
La Regione Umbria ha reso noto di aver completato le verifiche sulla situazione sanitaria all’interno degli istituti penitenziari del territorio, dopo la segnalazione del Garante dei detenuti, Giuseppe Caforio, relativa a casi di scabbia registrati tra Perugia e Terni.
Dalle indagini effettuate dalle aziende sanitarie Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2, in collaborazione con i medici del servizio sanitario penitenziario, risultano complessivamente undici casi di scabbia diagnosticati: sette nel carcere di Capanne (Perugia), due a Terni e due a Orvieto. Nessun caso è stato invece riscontrato nel carcere di Spoleto.
I primi casi, individuati a Perugia lo scorso 16 ottobre, sono stati affrontati con immediatezza: i detenuti colpiti sono stati posti in isolamento sanitario e sottoposti a terapia acaricida, in linea con i protocolli ministeriali. Le stesse misure sono state estese anche ai contatti stretti per evitare ulteriori contagi.
Parallelamente, sono state attuate procedure di prevenzione ambientale, tra cui il lavaggio ad alte temperature della biancheria, la sanificazione degli ambienti con disinfettanti cloroderivati e il cambio quotidiano della biancheria. Gli interventi, secondo le autorità sanitarie, risultano pienamente efficaci data la scarsa resistenza ambientale dell’acaro responsabile della malattia.
Situazioni analoghe si sono verificate anche negli istituti di Terni e Orvieto, dove il personale sanitario ha predisposto isolamento, terapie specifiche e sorveglianza dei contatti. Attualmente, la situazione è definita “sotto controllo”: le lesioni cutanee dei detenuti sono in fase di guarigione e non si segnalano nuovi casi sospetti o confermati.
La Regione Umbria continuerà a monitorare l’andamento sanitario all’interno delle carceri in stretta collaborazione con le aziende Usl, ribadendo l’impegno a tutelare la salute dei detenuti e del personale penitenziario attraverso un costante rispetto dei protocolli di sanità pubblica.






