Delibera regionale per ristori fino al 90% e sostegni alle spese di smaltimento: l’Assessorato promette misure strutturali di prevenzione
La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Simona Meloni, ha dato il via libera alla delibera che attiva i ristori per gli allevatori umbri colpiti dall’epidemia di Blue tongue (Lingua blu), una malattia virale che nelle ultime settimane ha decimato greggi di ovini ma ha colpito anche bovini e altri ruminanti.
L’intervento, previsto dalla legge regionale 12/2015, garantirà – nei limiti delle risorse disponibili – indennizzi per la mortalità dei capi infetti fino al 90% del valore di mercato (stimato su base ISMEA) e contributi per le spese di smaltimento delle carcasse: 250 euro a capo per i bovini, 70 euro per ovini e caprini. Gli allevatori potranno accedere ai ristori solo dopo la segnalazione e il riconoscimento ufficiale dei casi da parte dei servizi veterinari territoriali e del portale SIMAN.
«È un primo intervento rapido e concreto – ha dichiarato l’assessore Meloni – condiviso con uffici regionali, servizi veterinari e categorie di settore. Non possiamo lasciare soli i nostri allevatori davanti a un’emergenza che pesa sulle aziende e sul benessere animale».
I fondi arriveranno dal Fondo unico regionale per l’agricoltura, rimodulato grazie alla flessibilità prevista dalla deliberazione consiliare n. 398/2024. La gestione tecnica e finanziaria sarà affidata a Gepafin Spa.
Accanto agli indennizzi, la Regione ha già avviato misure di prevenzione: vaccinazione volontaria per gli ovini, ipotesi di estensione ai bovini, uso di insetticidi, ricoveri notturni protetti e rimozione di ristagni d’acqua per limitare la diffusione dei vettori.
«Tutelare la salute animale e salvaguardare le imprese zootecniche umbre – ha concluso Meloni – è una priorità. Abbiamo attivato subito tutti gli strumenti normativi e finanziari per dare una risposta concreta. E continueremo a monitorare l’evoluzione dell’epidemia per valutare ulteriori azioni a sostegno del comparto».


















