I sindacati accusano la Giunta Proietti di seguire la linea della precedente amministrazione: “Scelta scellerata, rischio esuberi e declino del servizio”
La tensione nel settore del trasporto pubblico locale in Umbria torna a salire. Le organizzazioni sindacali Filt Cgil e Faisa Cisal hanno annunciato ufficialmente lo stato di agitazione e l’avvio delle procedure di raffreddamento in relazione alla nuova gara TPL bandita dalla Regione. Al centro della contestazione c’è la decisione della Giunta regionale di procedere con l’affidamento in quattro lotti distinti, una scelta giudicata da Filt e Faisa “devastante per il lavoro e per la qualità del servizio”.
L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa a Perugia, tenuta mercoledì 18 giugno dai segretari generali delle due sigle, Ciro Zeno (Filt Cgil) e Cristian Di Girolamo (Faisa Cisal). “Avevamo già criticato questa impostazione alla precedente Giunta, guidata da Donatella Tesei – hanno detto – e oggi constatiamo con amarezza che l’attuale amministrazione ha scelto di proseguire sulla stessa strada, smentendo le promesse fatte in campagna elettorale”.
Secondo i sindacati, lo spezzettamento in quattro lotti comporterebbe rischi concreti di esuberi, periodi di inattività per molti lavoratori e un peggioramento del servizio in interi territori. “In questi anni – hanno ricordato Zeno e Di Girolamo – siamo stati esclusi per tre anni dai tavoli di confronto proprio perché criticavamo questo modello, mentre altre sigle sindacali più accondiscendenti venivano ascoltate”.
L’attacco è frontale anche contro la nuova amministrazione guidata da Vincenzo Proietti: “Si è scelta la continuità con il passato, probabilmente per mancanza di conoscenza del settore o per la sudditanza verso i tecnici regionali che hanno costruito la gara con l’ex assessore Melasecche”.
Un altro nodo cruciale è la clausola sociale, che dovrebbe garantire la salvaguardia occupazionale: “Non conosciamo ancora i contenuti di questa clausola – denunciano i sindacati – nonostante le continue richieste, né all’ex assessore né all’attuale, Francesco De Rebotti, che però si è almeno impegnato, su nostra pressione, a riconoscere un secondo livello contrattuale anche ai futuri assunti”.
Filt e Faisa rivendicano inoltre di aver ottenuto la conferma, durante i più recenti confronti con la Regione, della piena fattibilità di una gara a lotto unico, ipotesi inizialmente esclusa e ora sdoganata, anche se poi scartata dalla Giunta. “È la prova – dicono – che una strada alternativa era possibile”.
L’accusa finale è chiara: “L’attuale giunta rischia di firmare il fallimento del TPL in Umbria, con perdita di posti di lavoro e peggioramento della mobilità pubblica. Le promesse non bastano più, servono risposte concrete. I lavoratori e i cittadini umbri – concludono – sono stanchi di essere presi in giro”.
I sindacati fanno sapere che non escludono scioperi se non arriveranno risposte adeguate. La vertenza sul futuro del trasporto pubblico locale entra così in una fase calda, con un possibile impatto diretto sulla mobilità regionale già nelle prossime settimane.





