Il segretario regionale Ciro Zeno denuncia la crisi della mobilità su ferro: “Fs restino pubbliche, spostarsi è diventato impossibile. Servono interventi urgenti e un fronte istituzionale unito”
È un vero grido d’allarme quello lanciato dalla Filt Cgil Umbria sulla situazione del trasporto ferroviario nella regione. A parlare è il segretario regionale Ciro Zeno, che descrive un quadro sempre più critico per lavoratori e studenti pendolari, costretti ogni giorno a fare i conti con ritardi, soppressioni e collegamenti insufficienti.
“Stanno versando lacrime amare i pendolari umbri, per i quali spostarsi da Perugia, Foligno o Orvieto verso Firenze o Roma è diventata un’impresa”, afferma Zeno, denunciando una mobilità su ferro che, a suo giudizio, sarebbe stata profondamente compromessa dalle scelte dell’esecutivo nazionale. “Le responsabilità del governo sono immani. Dobbiamo far comprendere a chi si muove per lavoro o studio che il governo Meloni e il ministro Salvini stanno distruggendo i trasporti, in particolare il gruppo Ferrovie dello Stato”.
Secondo il sindacato, la progressiva marginalizzazione dei servizi interregionali a favore dell’alta velocità sta causando effetti devastanti sulle comunità umbre. “Le Fs devono rimanere pubbliche – ribadisce Zeno –. Quello che sta accadendo metterà in ginocchio il sistema ferroviario italiano da qui a due anni”.
La carenza di treni e di collegamenti adeguati, sottolinea la Filt Cgil, ha ricadute sempre più pesanti sulle famiglie: molti studenti sono costretti ad affittare stanze nelle città universitarie a costi che possono arrivare fino a mille euro al mese, mentre diversi lavoratori scelgono di trasferirsi fuori dall’Umbria per ridurre tempi di percorrenza ormai “biblici”. “Le nostre città si stanno spopolando – afferma Zeno – perché chi lavora cerca una maggiore comodità e tenta di evitare ritardi continui o improvvise soppressioni dei treni”.
Una situazione definita “non accettabile”, che secondo il sindacato mina il diritto alla mobilità e rende la quotidianità dei pendolari una vera e propria corsa a ostacoli. “Questo non è vivere, è sopravvivere – commenta il segretario –. I trasporti devono essere pubblici e garantire il diritto a muoversi a tutti. Non si può privilegiare chi utilizza l’alta velocità abbandonando il resto del Paese”.
Il sindacato porta esempi concreti delle difficoltà quotidiane: da Perugia a Roma si può impiegare anche quattro ore, da Orvieto molti preferiscono raggiungere Orte in auto, mentre da Foligno la Capitale appare “ancora una meta irraggiungibile”.
Per fronteggiare questa emergenza, Zeno chiede che tutte le istituzioni umbre si muovano compatte: “Serve un documento condiviso da tutte le forze politiche e dalle amministrazioni locali, che tuteli gli umbri e coinvolga anche Toscana, Marche e Lazio, territori che vivono le stesse difficoltà”.
L’appello finale è rivolto ai pendolari, che secondo la Filt Cgil non possono continuare a essere “schiavi dei trasporti che non funzionano”. “Meritano dignità, non slogan”, conclude Zeno.





