Dopo il grave incidente sul lavoro alla Acciai Speciali Terni, l’ex assessore denuncia: “Segnalazioni inascoltate, operai lasciati in condizioni da miniera dell’800”
Il tragico incidente avvenuto negli impianti della Acciai Speciali Terni (AST) riaccende i riflettori su un tema da troppo tempo ignorato: la sicurezza sul lavoro e le condizioni dei dipendenti dell’acciaieria. Mascia Aniello, ex assessore all’ambiente del Comune di Terni, torna a denunciare la mancanza di interventi da parte delle istituzioni nonostante le numerose segnalazioni fatte negli ultimi anni.
Aniello afferma di aver più volte raccolto e trasmesso alle autorità competenti – tra cui le Procure della Repubblica di Terni, Perugia e Roma, il Ministero del Lavoro e l’INAIL, la Regione Umbria, ASL e ARPA – prove inconfutabili delle condizioni di rischio in cui operano i lavoratori di Arvedi-AST e Tapojarvi. Le denunce riguardavano non solo il mancato rispetto della normativa ambientale e di sicurezza, ma anche presunti conflitti di interesse tra controllori e funzionari pubblici.
“Ho allegato foto e video spaventosi, compresi quelli della stessa area in cui si è verificato l’incidente,” sottolinea l’ex assessore. “E cosa ho ricevuto in cambio? Una denuncia per diffamazione da Arvedi-AST e minacce di querele da alcuni sindacati ciechi di fronte alla realtà.”
L’indignazione di Aniello si trasforma in un appello diretto: la Regione Umbria deve sospendere immediatamente l’Autorizzazione Integrata Ambientale ad Arvedi e Tapojarvi, imponendo una Valutazione di Impatto Ambientale sull’intero stabilimento. Inoltre, chiede le dimissioni della dirigenza locale dell’AST per manifesta incapacità di garantire la sicurezza.
“Ogni volta serve un incidente grave perché qualcuno intervenga? La gente continua a morire e il sistema continua a proteggere se stesso. È ora di fermare questa spirale di impunità,” conclude Aniello.
La vicenda rimane aperta, mentre i lavoratori e le loro famiglie attendono risposte e giustizia.




