Federconsumatori diffida Trenitalia, Rfi e Regione: “Pronti ad azioni legali per i rimborsi”
Sono oltre cinquemila i pendolari umbri che ogni giorno fanno i conti con ritardi, corse annullate e treni sempre più lenti. Una situazione diventata insostenibile e che ha spinto Federconsumatori Perugia a passare alle vie formali.
L’associazione, guidata da Alessandro Petruzzi, ha annunciato l’avvio di una diffida ad adempiere nei confronti di Rfi, Trenitalia e Regione Umbria. Contestualmente è stato attivato un servizio di assistenza per aiutare i viaggiatori a richiedere i rimborsi in caso di ritardi, soppressioni o servizi sostitutivi non adeguati.
“Il contratto di servizio firmato da Regione, Trenitalia e Rfi è chiaro – spiega Petruzzi –. Le corse destinate al trasporto pubblico hanno priorità assoluta rispetto ai servizi commerciali, anche in caso di emergenza. È scritto nero su bianco e rinnovato nel 2023 con validità fino al 2032. Quanto accaduto in questi mesi va invece in deroga al contratto”.
Federconsumatori ricorda che lo stesso documento stabilisce come i servizi sostitutivi non debbano mai penalizzare i passeggeri. “Partenze a centinaia di metri dalle stazioni o attese di ore sono da rimborsare – sottolinea il presidente –. Se non è possibile garantire un sostitutivo adeguato, gli enti devono persino farsi carico delle spese di taxi”.
La linea dell’associazione è netta: se non ci saranno risposte immediate, si passerà al contenzioso civile e ad azioni inibitorie contro eventuali modifiche unilaterali del servizio.
Petruzzi mette in evidenza anche un altro dato: la domanda di trasporto pubblico non è affatto diminuita, anzi è cresciuta, soprattutto lungo le tratte principali come la Roma-Ravenna, la Foligno-Terni-Roma e la Foligno-Perugia-Terontola. “Non c’è alcun calo di viaggiatori che possa giustificare un ridimensionamento del servizio – conclude –. Per questo siamo in prima fila a difendere i diritti di pendolari e viaggiatori umbri”.




