Il sindaco di Passignano e consigliere provinciale ha partecipato alla cerimonia a Sansepolcro: “Opera storica per Umbria, Toscana e per la nostra provincia”
La piena operatività della diga di Montedoglio rappresenta un passaggio significativo non solo dal punto di vista infrastrutturale, ma anche per il rapporto tra le comunità dell’Umbria e della Toscana. A sottolinearlo è Sandro Pasquali, sindaco di Passignano sul Trasimeno e consigliere provinciale delegato di Perugia, che questa mattina ha preso parte alla cerimonia ufficiale per l’entrata in esercizio ordinario dell’invaso.
«Opera storica e fondamentale per le due regioni, Toscana e Umbria, ed anche per la nostra provincia e per le attività e la vita corrente dei nostri territori», ha dichiarato Pasquali, evidenziando il valore strategico della diga per il presente e per il futuro delle aree interessate.
L’invaso tiberino ha raggiunto un traguardo atteso da decenni, al termine di un lungo percorso di collaudo tecnico avviato nel giugno del 1989 con gli invasi provvisori. L’iter si è concluso con il nulla osta della Direzione Generale per le Dighe del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha confermato la stabilità e la sicurezza degli interventi realizzati da EAUT, l’Ente Acque Umbre Toscane.
Il coronamento di questo percorso è stato celebrato con un evento promosso proprio presso la diga da EAUT. Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità, tra cui i presidenti delle Regioni Toscana e Umbria, Eugenio Giani e Stefania Proietti, insieme a molti sindaci dei Comuni delle province di Arezzo, Perugia e Siena.
Per Pasquali, la giornata assume un significato che va oltre il risultato tecnico e amministrativo. «La data di oggi significa molto – ha aggiunto – a partire dall’incontro tra le comunità dell’Umbria e della Toscana. Significa vicinanza tra le due province e una grande capacità di visione del futuro che ruoterà sicuramente intorno all’acqua».
Il sindaco di Passignano ha quindi richiamato la necessità di un ruolo attivo dei territori nella gestione delle opportunità che si aprono con la piena funzionalità dell’invaso. «Noi di questo dobbiamo essere protagonisti nell’immediato – ha concluso Pasquali – per una grande costruzione del futuro di questi luoghi».
L’entrata in esercizio ordinario di Montedoglio si inserisce così in una fase nuova per la gestione della risorsa idrica nell’Italia centrale, con ricadute attese per agricoltura, approvvigionamento e sviluppo dei territori umbri e toscani.



















