Il capoluogo umbro avanza al 37° posto spinto da demografia e istruzione; Terni conferma la 48ª posizione tra innovazione e criticità climatiche
La nuova edizione della classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita ridisegna la posizione delle due province umbre, evidenziando un andamento differenziato ma complessivamente positivo. Perugia migliora e consolida il suo ruolo nella fascia medio-alta della graduatoria, mentre Terni mantiene la posizione pur mostrando forti contrasti tra vitalità economica e fragilità strutturali.
Perugia guadagna tre posizioni e si attesta al 37° posto nazionale. A spingere il capoluogo sono soprattutto gli indicatori legati a demografia e società, con una significativa crescita della speranza di vita, della qualità dei servizi sanitari e del livello formativo della popolazione. In quattro voci di questa categoria la provincia entra nella top ten italiana.
L’elemento più rilevante riguarda la condizione femminile: Perugia è terza in Italia nell’indice dedicato alla qualità della vita delle donne, che tiene conto di tassi d’occupazione, presenza nelle imprese, numero di amministratrici e differenziali retributivi.
Nell’area affari e lavoro, inoltre, Perugia compie una forte risalita (ora è 48esima), segnale di un’economia locale in ripresa sul fronte occupazionale e produttivo.
Resta invece critica la macro-area giustizia e sicurezza, dove il territorio perde 14 posizioni e scivola in coda alla classifica nazionale per furti in abitazione.
Terni mantiene il 48° posto nella classifica generale, confermando una situazione complessivamente stabile. Tra i dati più significativi emerge il quinto posto nazionale per densità di startup innovative, che evidenzia la spinta imprenditoriale della provincia.
Positivi anche i risultati nel capitolo demografia e società, dove Terni mette a segno un +27 e rientra nella top ten in tre parametri legati al livello di istruzione e alla mobilità internazionale. Bene anche in affari e lavoro, grazie a un miglioramento di 12 posizioni.
Le difficoltà riguardano invece le categorie ricchezza e consumi, giustizia e sicurezza e cultura e tempo libero, tutte in arretramento rispetto all’anno precedente. Un dato particolarmente penalizzante è quello legato al clima, dove Terni risulta penultima in Italia (106ª), frenata da ondate di calore, notti tropicali e altri indicatori meteo-ambientali.
Due province, traiettorie diverse
La fotografia che emerge è quella di un’Umbria in movimento, con Perugia in crescita costante e Terni ancorata a una posizione stabile ma con segnali di dinamismo, soprattutto sul fronte dell’innovazione.
La sfida per entrambe sarà trasformare le rispettive eccellenze — sociali per Perugia, economiche per Terni — in progressi più diffusi e strutturali nei settori in cui persistono debolezze.






