L’anniversario della scomparsa della giornalista perugina coincide con la ripresa in Umbria dell’iter della proposta di legge regionale di iniziativa popolare «Liberi Subito», ferma da circa due anni
A un anno dalla morte di Laura Santi, l’Associazione Luca Coscioni torna a ricordare la giornalista perugina e storica attivista per il diritto al fine vita, diffondendo parte del suo ultimo videomessaggio, registrato poco prima della scomparsa avvenuta il 21 luglio 2025 nella sua abitazione, dopo l’accesso al suicidio medicalmente assistito autorizzato dalla propria Azienda sanitaria al termine di un lungo iter amministrativo e giudiziario.
Secondo l’Associazione, quel video rappresenta il testamento civile di Laura Santi e contribuì ad alimentare il dibattito parlamentare sul disegno di legge nazionale relativo al fine vita, evidenziando, a loro giudizio, le criticità del testo allora in discussione.
L’appello ai parlamentari
Nel videomessaggio, Laura Santi invitava il Parlamento a respingere una proposta di legge che, secondo la sua valutazione, avrebbe limitato i diritti già riconosciuti dalla Corte costituzionale.
Tra i punti contestati figuravano l’esclusione del Servizio sanitario nazionale dal percorso di accesso al suicidio assistito e il requisito della dipendenza da trattamenti sostitutivi delle funzioni vitali, che – secondo la giornalista – avrebbe escluso molte persone gravemente malate.
«State andando a dibattere di un disegno di legge che non va emendato, va proprio bocciato perché non vuole regolare il fine vita, lo vuole proprio cancellare alla radice», affermava Laura Santi nel suo ultimo intervento pubblico.
L’Associazione Luca Coscioni sostiene che, dopo quell’appello, il percorso parlamentare del provvedimento abbia perso slancio fino a interrompersi.
In Umbria riparte l’iter della legge “Liberi Subito”
Il ricordo della giornalista perugina coincide con una nuova tappa dell’iter legislativo in Umbria. Per martedì 22 luglio è infatti convocata la III Commissione consiliare permanente per riprendere l’esame della proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni e sottoscritta da circa 5.000 cittadini umbri.
L’iter della proposta era rimasto fermo per circa due anni. L’obiettivo dichiarato dai promotori è dotare la Regione di procedure chiare e tempi certi per l’applicazione delle pronunce della Corte costituzionale in materia di accesso al suicidio medicalmente assistito, senza introdurre nuovi diritti ma rendendo concretamente esercitabili quelli già riconosciuti dall’ordinamento.
Cappato e Gallo: «L’eredità di Laura va trasformata in regole chiare»
Per Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, e Marco Cappato, tesoriere dell’associazione, la vicenda di Laura Santi evidenzia la necessità di evitare che altre persone debbano affrontare attese prolungate.
«Il tempo, quando si vive una sofferenza irreversibile, non è un elemento burocratico: è parte della sofferenza stessa», dichiarano, sottolineando come l’approvazione della proposta “Liberi Subito” consentirebbe di garantire procedure definite, tempi verificabili e un’applicazione uniforme delle decisioni della Corte costituzionale sul territorio regionale.















