Aumenti fino al 40% per i costi di produzione, Pennacchi: “Imprese agricole a rischio chiusura”
Il caro gasolio agricolo torna a pesare sull’agricoltura in Umbria, aggravando una situazione già difficile per le imprese del settore. A lanciare l’allarme è Confagricoltura Umbria, che segnala un forte aumento dei costi energetici e dei principali fattori produttivi.
Negli ultimi mesi, il costo del gasolio agricolo e dei fertilizzanti ha registrato un incremento medio intorno al 40%. Un dato che incide pesantemente sull’attività delle aziende, proprio nel momento in cui, con la fine dell’inverno, si intensificano i lavori nei campi.
L’aumento dei costi di produzione nell’agricoltura umbra si inserisce in un contesto internazionale complesso, segnato anche dalle tensioni nell’area del Golfo Persico, che stanno influenzando i mercati energetici.
Prezzi agricoli fermi e margini sempre più ridotti
A fronte dell’aumento del gasolio agricolo, i ricavi delle imprese restano sostanzialmente fermi. I prezzi agricoli risultano stagnanti da anni, con criticità evidenti soprattutto nei comparti del latte e dei cereali.
Difficoltà anche per due pilastri del Made in Italy come vino e olio, che attraversano una fase di contrazione e incertezza. Questa combinazione sta comprimendo i margini delle aziende agricole umbre, mettendo a rischio la loro sostenibilità economica.
Confagricoltura Umbria: “Servono interventi immediati”
“Le imprese agricole e zootecniche non hanno beneficiato della riduzione delle accise né del credito d’imposta assegnati ad altri settori come pesca e autotrasporto – sottolinea Matteo Pennacchi, presidente di Confagricoltura Umbria – eppure il gasolio agricolo è una componente essenziale per le nostre attività”.
Il carburante è infatti indispensabile per trattori, macchinari e sistemi di irrigazione, rendendo il settore particolarmente vulnerabile alle oscillazioni dei prezzi energetici.
“Chiediamo di estendere anche all’agricoltura le misure di sostegno previste dal Governo – aggiunge Pennacchi – a partire dalla riduzione delle accise e dall’accesso al credito d’imposta, per contenere l’impatto del caro gasolio agricolo”.
Rischio chiusura per molte aziende agricole
Quella in corso viene definita da Confagricoltura una delle crisi più gravi degli ultimi quarant’anni, con effetti su tutta la filiera agroalimentare.
“Senza interventi immediati il rischio concreto è la chiusura di numerose imprese agricole – conclude Pennacchi – con conseguenze pesanti per l’intero sistema. È necessario garantire condizioni che permettano agli agricoltori di continuare a produrre, tutelando sostenibilità economica e sicurezza alimentare”.
L’allarme sul caro gasolio agricolo riporta al centro il tema del sostegno al comparto primario, strategico per l’economia e per il futuro dell’agricoltura in Umbria e in Italia.






















