L’annuncio a Palazzo Donini: fondi europei Fesr per rimettere a disposizione appartamenti oggi inutilizzabili e rispondere all’emergenza abitativa
Venti milioni di euro per recuperare circa 700 alloggi pubblici attualmente non assegnabili e ampliare così l’offerta di case popolari in Umbria. È quanto annunciato a Palazzo Donini dall’assessore regionale alle Politiche abitative Fabio Barcaioli insieme al presidente di Ater Umbria Federico Santi, alla presenza del vicepresidente della Regione Tommaso Bori e del direttore generale di Ater Umbria Andrea Napoletano.
L’intervento punta a ridurre il disagio abitativo attraverso il recupero del patrimonio pubblico esistente. Le risorse provengono dai fondi europei Fesr e consentiranno ad Ater Umbria di intervenire su una parte degli immobili oggi inutilizzabili per mancanza di lavori di ripristino.
Attualmente il patrimonio gestito da Ater Umbria comprende 9.538 abitazioni, delle quali 1.276 necessitano di interventi di recupero. Il piano regionale consentirà di riportarne in funzione circa 700.
“Avere una casa sicura è un diritto fondamentale – ha dichiarato l’assessore Fabio Barcaioli – ed è per questo che abbiamo scelto di investire 20 milioni di euro per recuperare alloggi già esistenti e renderli di nuovo disponibili”. Barcaioli ha inoltre rivendicato la scelta della Regione di destinare risorse superiori rispetto a quelle previste a livello nazionale per il territorio umbro, criticando le misure del Governo sul tema abitativo.

Secondo l’assessore, infatti, “non condividiamo una scelta che elimina i contributi per l’affitto, elimina di fatto i fondi sulla morosità incolpevole e accelera le procedure di sfratto. Noi abbiamo scelto di utilizzare le risorse per recuperare abitazioni da assegnare a chi vive una situazione di difficoltà economica”.
Nel dettaglio, dei primi 500 alloggi interessati dagli interventi, 183 si trovano in provincia di Terni e 317 in provincia di Perugia. A spiegare i criteri di distribuzione è stato il presidente di Ater Umbria Federico Santi: “Le risorse saranno assegnate tenendo conto del numero delle famiglie in graduatoria, della possibilità di realizzare i lavori in tempi rapidi e delle situazioni di maggiore fragilità segnalate dai Comuni”.
Santi ha inoltre precisato che, qualora alcuni immobili non risultassero finanziabili con i fondi Fesr, Ater attiverà altri canali di finanziamento per completare comunque gli interventi previsti.
Sul tema è intervenuto anche il vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori, che ha sottolineato come il diritto all’abitare sia tornato “al centro dell’agenda regionale”. Bori ha ricordato che, grazie alla riprogrammazione dei fondi europei, sono stati destinati 20 milioni di euro all’housing sociale e all’edilizia residenziale pubblica, con l’obiettivo di affrontare una fase definita “particolarmente complessa” sul fronte dell’emergenza abitativa.

























