Respinta la proposta della Regione per mantenere 131 autonomie scolastiche con una reggenza. L’assessore: “Decisioni imposte a ridosso dell’inizio delle lezioni”
Nuovo scontro tra Regione Umbria e Ministero dell’Istruzione sul dimensionamento scolastico. L’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli, accusa il Ministero di aver respinto la proposta di mediazione avanzata da Palazzo Donini e di aver lasciato le scuole umbre “nel caos” a poche settimane dall’avvio dell’anno scolastico 2026-2027.
Al centro della vicenda c’è la decisione del Ministero di confermare il limite di 130 autonomie scolastiche e di affidare all’Ufficio scolastico regionale l’attuazione del nuovo piano di dimensionamento.
Barcaioli: “Respinta una proposta di buon senso”
Secondo l’assessore regionale, la Regione aveva proposto di mantenere per un solo anno scolastico le 131 autonomie, senza aumentare il numero dei dirigenti scolastici assegnati all’Umbria, ricorrendo allo strumento della reggenza per l’autonomia aggiuntiva.
“Era una soluzione di mediazione pensata per accompagnare una fase resa complessa dalle decisioni assunte dal Governo e per evitare che fossero le scuole a pagare il prezzo di mesi di incertezza istituzionale. Il Ministero ha deciso di non accoglierla”, afferma Barcaioli.
Il richiamo alla sentenza del Tar
L’assessore ricostruisce poi le tappe della vicenda, ricordando come il Governo abbia commissariato la Regione e modificato il piano di dimensionamento scolastico approvato dall’Umbria.
“Quel percorso è stato poi annullato dalla sentenza del Tar dell’Umbria, che ha rigettato gli atti adottati dal commissario e ha messo in discussione la legittimità di quelle scelte. Nonostante questo, il Ministero ha continuato a difendere quella impostazione, prolungando una situazione di incertezza che oggi ricade sulle scuole e sui territori”, sostiene Barcaioli.
Cambiamenti a poche settimane dall’inizio delle lezioni
Per la Regione, il problema principale riguarda le tempistiche.
Barcaioli evidenzia infatti che il Ministero interviene ora sugli assetti scolastici umbri ridefinendo le istituzioni interessate nel territorio ternano e riportando Città di Castello all’assetto previsto dal piano regionale, quando dirigenti scolastici, segreterie e personale hanno già avviato tutte le attività organizzative per il nuovo anno.
Lo stesso Ministero, osserva l’assessore, riconosce che le operazioni relative agli organici, alla mobilità e all’assegnazione del personale sono già state completate.
“È la conferma delle difficoltà create da una gestione che ha portato la scuola umbra ad affrontare cambiamenti organizzativi in una fase ormai avanzata”, commenta.
“La scuola ha bisogno di investimenti, non di tagli”
Barcaioli ribadisce che la Regione non è contraria a una riorganizzazione della rete scolastica, ma contesta il metodo seguito.
“Non abbiamo mai sostenuto che gli assetti scolastici non possano cambiare quando necessario. Ma non si può intervenire sulla scuola pubblica con la logica della mannaia, attraverso tagli al personale, ai dirigenti scolastici e alle autonomie. La scuola ha bisogno di investimenti, non di riduzioni, soprattutto quando, numeri reali alla mano, questi tagli non risultano necessari”.
L’appello al Ministero
L’assessore conclude assicurando il sostegno della Regione all’amministrazione comunale di Terni, ai dirigenti scolastici e alle comunità interessate dal dimensionamento.
L’invito rivolto al Ministero è quello di “abbandonare l’arroganza” e accettare una soluzione condivisa che consenta di affrontare questa fase attraverso il confronto e la mediazione, evitando decisioni imposte a ridosso dell’inizio delle lezioni.















