L’invaso entra nella piena operatività dopo l’autorizzazione del Ministero. Servirà agricoltura, approvvigionamento idrico e sviluppo di Umbria e Toscana
La diga di Montedoglio entra ufficialmente in esercizio ordinario, segnando una tappa storica per l’Ente Acque Umbre Toscane (EAUT) e per l’intero sistema idrico dell’Italia centrale. L’autorizzazione rilasciata dalla Direzione Generale per le Dighe del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti certifica infatti la stabilità e la sicurezza dell’invaso tiberino, sancendo la conclusione della fase di collaudo e l’avvio della piena operatività dell’infrastruttura.
Il traguardo è stato celebrato con una giornata di festa alla diga di Montedoglio, alla presenza di rappresentanti istituzionali, amministratori locali e tecnici che hanno seguito il lungo percorso di realizzazione e verifica dell’opera. Un momento che ha permesso anche di guardare alle prospettive future di una struttura considerata uno dei principali nodi del sistema idrico dell’Italia centrale.


«Celebriamo il raggiungimento di un obiettivo storico – ha dichiarato il presidente di EAUT, Simone Viti – che rappresenta il compimento di un complesso e decennale percorso. Oggi possiamo contare su un’infrastruttura sicura, strategica e pienamente operativa, capace di garantire sviluppo, sostenibilità e tutela della risorsa idrica per Umbria e Toscana».
Nel corso dell’evento sono state ripercorse le tappe che hanno portato alla realizzazione della diga. Un percorso iniziato nel 1959 con la proposta di legge per l’istituzione dell’Ente per l’Irrigazione della Val di Chiana e delle Valli Aretine, proseguito con la definizione del Piano Generale Irriguo e concretizzatosi con l’avvio dei lavori nel 1977. Il direttore di EAUT, Andrea Canali, ha ricordato il lungo iter di invasi sperimentali, collaudi e monitoraggi che hanno consentito di ottenere il riconoscimento definitivo della sicurezza dell’opera, mentre l’ingegnere responsabile della diga, Thomas Cerbini, ne ha illustrato le principali caratteristiche tecniche.

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha definito l’entrata in esercizio ordinario «il compimento di una visione concepita tra gli anni Sessanta e Settanta». Giani ha sottolineato il valore strategico delle condotte di adduzione che collegano Montedoglio, il lago Trasimeno e la Valdichiana, evidenziando la collaborazione tra Toscana e Umbria per la gestione della risorsa idrica e il sostegno al comparto agricolo.
Con una capacità di invaso superiore a 135 milioni di metri cubi d’acqua, Montedoglio rappresenta oggi una risorsa fondamentale per l’irrigazione, l’approvvigionamento idropotabile e la tutela del territorio. L’autorizzazione consente di utilizzare pienamente il potenziale della diga fino alla quota massima di regolazione di 393,60 metri sul livello del mare, aumentando la disponibilità d’acqua per cittadini, imprese e attività produttive.
Accanto alla diga, EAUT ha realizzato una vasta rete di adduzione primaria e secondaria che serve Valtiberina, Valdichiana, Alto Tevere umbro e lago Trasimeno attraverso i sistemi Occidentale e Orientale. A regime, la rete potrà garantire acqua irrigua a circa 30.000 ettari di territorio e risorsa idropotabile per circa 700.000 persone tra Toscana e Umbria.
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha definito l’autorizzazione «un passaggio storico per l’Umbria, per la Toscana e per l’intero sistema idrico dell’Italia centrale», sottolineando come la disponibilità di acqua rappresenti oggi una questione strategica per la sicurezza, lo sviluppo economico e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Proietti ha inoltre ringraziato EAUT, il Ministero, la Regione Toscana, i Comuni coinvolti e tutti i tecnici che hanno contribuito al raggiungimento del risultato, rivolgendo un riconoscimento particolare all’assessora regionale Simona Meloni e ai commissari straordinari nazionali per la scarsità idrica Nicola Dell’Acqua e Fabio Ciciliano.
Con l’ingresso in esercizio ordinario si chiude dunque una lunga fase di collaudo e si apre una nuova stagione per la gestione della risorsa idrica, fondata sulla piena funzionalità dell’infrastruttura e sulla cooperazione tra i territori di Umbria e Toscana.



















