Il segretario Andrea Pitoni lancia l’appello a Governo e pubbliche amministrazioni: aumentare il lavoro da remoto per contrastare la crisi energetica
Di fronte al nuovo aumento dei prezzi dei carburanti e al rischio di una crisi energetica sempre più incisiva, la Fp Cgil di Terni chiede un cambio di passo immediato: più smart working nella pubblica amministrazione per alleggerire il peso economico su lavoratrici e lavoratori.
A lanciare l’appello è il segretario generale Andrea Pitoni, che invita tutte le amministrazioni pubbliche a incrementare il ricorso al lavoro da remoto, aumentando il numero di giornate in cui è possibile svolgere l’attività lavorativa fuori sede. L’obiettivo è chiaro: ridurre gli spostamenti quotidiani e, di conseguenza, limitare l’impatto diretto degli aumenti del carburante sui dipendenti pubblici.
“È necessario adottare tutte le misure utili per contenere gli effetti di questa crisi energetica – sottolinea Pitoni – evitando che si traduca in un impoverimento concreto dei lavoratori, già colpiti dalla perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni”.
Il riferimento è a un contesto internazionale sempre più complesso, che sta producendo tensioni sui mercati energetici e lasciando intravedere una possibile nuova crisi negli approvvigionamenti. Un quadro che ha già spinto il Governo a intervenire con urgenza attraverso il temporaneo taglio delle accise, nel tentativo di contenere i rincari.
Ma secondo la Fp Cgil non basta. Anche l’Unione Europea, attraverso le indicazioni del commissario Dan Jørgensen, ha invitato gli Stati membri a ridurre i consumi energetici, a partire proprio dai carburanti, promuovendo soluzioni come lo smart working.
Da qui la critica del sindacato: mentre da Bruxelles arriva l’indicazione di incentivare il lavoro agile, in Italia – denuncia Pitoni – molte amministrazioni stanno andando nella direzione opposta, riducendone l’utilizzo.
“L’Europa chiede di diminuire gli spostamenti e favorire il lavoro da remoto – conclude il segretario della Fp Cgil Terni – ma nel nostro Paese lo smart working viene ridimensionato. Chiediamo al Governo e a tutte le amministrazioni di invertire questa tendenza e mettere in campo ogni misura possibile per evitare che siano ancora una volta i lavoratori a pagare il prezzo della crisi”.






















