Campane, preghiera e raccoglimento: i frati salutano le spoglie del Santo dopo un mese straordinario di venerazione
Si è concluso con un rito intenso e profondamente simbolico il mese di ostensione pubblica delle spoglie mortali di San Francesco. Ieri sera, nella Basilica di Assisi, la celebrazione della reposizione nella tomba ha segnato ufficialmente la fine di un evento che ha richiamato migliaia di fedeli e pellegrini.
La chiusura del portone della Basilica alle 18.45 ha dato il via alle operazioni preliminari, culminate alle 21.30 con il suono delle campane che ha annunciato l’inizio del rito. La celebrazione, presieduta da monsignor Domenico Sorrentino, si è svolta in forma strettamente privata, alla presenza dei soli frati del Sacro Convento.
Un momento raccolto e carico di emozione, che ha visto la comunità francescana riunirsi attorno alle reliquie del proprio fondatore. Dopo la proclamazione del Vangelo – la parabola del seme, scelta come chiave spirituale dell’intero periodo di ostensione – e la lettura dell’Ammonizione VI, si è svolta la processione dei frati verso la cripta.

Particolarmente toccante il canto dell’inno “Su questo colle”, accompagnato dall’ultimo omaggio personale di ciascun frate alle spoglie del Santo. La cerimonia è poi entrata nella fase più solenne: la teca in plexiglass è stata riposta nell’urna in bronzo dorato, insieme ai documenti previsti dalla normativa canonica. La chiusura della cassa, avvenuta intorno alle 22.30, è stata seguita dall’apposizione dei sigilli, dall’inserimento nel sarcofago in pietra sotto l’altare maggiore e dalla saldatura finale della grata metallica.
Il rito si è concluso intorno alle 23.30, sancendo ufficialmente la fine di un’esperienza definita dalla comunità francescana come “un grande momento di fraternità, preghiera e solidarietà”.
Un ringraziamento è stato rivolto a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento: dal personale della Custodia del Sacro Convento ai volontari, fino alle istituzioni e ai sostenitori. Un riconoscimento particolare è andato anche a Officina della Comunicazione per la documentazione video dei momenti più significativi.
Nel frattempo, sono già in corso i lavori per ripristinare la piena accessibilità della chiesa inferiore e della cripta, che torneranno visitabili da giovedì 26 marzo. Previsti anche alcuni aggiornamenti temporanei agli orari delle celebrazioni e delle confessioni.
Si chiude così un capitolo straordinario per Assisi, che ancora una volta ha saputo unire spiritualità, storia e partecipazione collettiva nel nome del suo Santo più amato.

























