Il segretario di Stato della Santa Sede: “Una perla per la città e un dono per la Chiesa”
Una folla di fedeli, autorità civili, militari e religiose si è raccolta ieri mattina, domenica 12 ottobre, nella chiesa di Santa Maria Maggiore – Santuario della Spogliazione per la celebrazione eucaristica in occasione della memoria liturgica di San Carlo Acutis, presieduta dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede. Presenti anche i genitori del giovane santo, Antonia Salzano e Andrea Acutis, e centinaia di pellegrini accorsi da tutta Italia.
“Carlo è una nuova perla di questa città di santi e un grande dono per la Chiesa: possa la sua testimonianza fruttificare con tanti frutti di santità in mezzo ai giovani”, ha affermato il cardinale Parolin durante l’omelia, sottolineando come la vita del giovane beato sia un esempio di gioia e autenticità.

Riferendosi alle letture della messa, Parolin ha spiegato come l’apostolo Paolo inviti alla comunione e alla gioia: “Gesù si è spogliato della sua gloria divina per farsi uno di noi, fino alla morte di croce… e tutto l’annuncio del Vangelo è in funzione della gioia”. Carlo, ha aggiunto, “parla di Gesù innanzitutto con il suo volto radioso e sorridente, vivendo l’invito di Paolo: ‘rallegratevi nel Signore, sempre’”.
Il cardinale ha anche ricordato il legame di Carlo con San Francesco e la spiritualità del Santuario della Spogliazione, sottolineando come il giovane abbia vissuto con naturalezza e purezza la propria fede: “Carlo amò tutte le cose belle della vita, senza piegarsi alle mode, facendo di Gesù il centro della sua vita. La sua originalità è stata vivere pienamente sé stesso, pieno del Signore”.
Grande spazio è stato dato all’eucaristia, considerata da Carlo “un’autostrada speciale, libera da pedaggi e incidenti”, che rappresenta la via più diretta per incontrare Gesù. Il cardinale Parolin ha ricordato come la canonizzazione dello scorso 7 settembre abbia reso Carlo un esempio vivo e contemporaneo, un “influencer di Dio” che invita i giovani alla santità attraverso la semplicità e la quotidianità.

Monsignor Domenico Sorrentino, vescovo delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, ha aperto la celebrazione ringraziando il cardinale Parolin: “Ci porta ancora una volta l’affetto e la carezza di Papa Leone con il quale abbiamo condiviso la gioia della canonizzazione. Oggi ricordiamo che la resurrezione di Gesù e la santità sono in intimo rapporto: il santo è colui che irradia gioia e splendore della resurrezione”.
La celebrazione ha così offerto non solo un momento di preghiera e raccoglimento, ma anche un’occasione per riflettere sul messaggio di gioia, bellezza e autenticità che San Carlo Acutis continua a trasmettere ai giovani e a tutta la Chiesa.






