Presentata al Comune una richiesta formale per cancellare l’onorificenza concessa nel 1923. «Incompatibile con l’identità di Assisi città della Pace»
Il Circolo culturale Primomaggio ha presentato all’amministrazione comunale di Assisi una richiesta formale per la revoca della cittadinanza onoraria concessa a Benito Mussolini oltre un secolo fa. L’istanza, indirizzata al sindaco Valter Stoppini e agli assessori comunali, riapre un dibattito che negli ultimi anni ha interessato numerose città italiane.
Nel documento firmato dal presidente del circolo, Luigino Ciotti, si ricorda che la cittadinanza onoraria al capo del fascismo venne conferita con una delibera della giunta comunale del 27 settembre 1923 e successivamente approvata dal consiglio comunale il 15 ottobre dello stesso anno, in un periodo in cui molti Comuni italiani attribuirono analoghi riconoscimenti a Mussolini.
Secondo il Circolo Primomaggio, la revoca rappresenterebbe oggi una scelta coerente con l’identità di Assisi, conosciuta a livello internazionale come città della Pace e profondamente legata al messaggio di San Francesco. Nel documento si sottolinea come tale riconoscimento venga considerato incompatibile con la figura storica del fondatore del regime fascista e con i valori democratici e antifascisti sanciti dalla Costituzione italiana.
L’associazione ricorda inoltre che numerosi Comuni italiani hanno già provveduto negli anni a revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini. Tra gli esempi citati figurano grandi città come Milano, Roma, Genova, Bologna e Torino, oltre a diversi centri umbri, tra cui Perugia, Foligno e Terni.
Nella richiesta viene richiamata anche la storia della stessa Assisi durante il secondo conflitto mondiale, con particolare riferimento all’impegno della città nel salvataggio di centinaia di ebrei perseguitati dalle leggi razziali e dal nazifascismo. Per il circolo, mantenere il riconoscimento onorifico conferito nel 1923 rappresenterebbe una contraddizione rispetto all’immagine e alla missione internazionale della città.
«Non si può mettere insieme chi educa e lavora per la Pace con chi volle e fece le guerre», si legge nel documento, che conclude chiedendo all’amministrazione comunale una decisione chiara e tempestiva sulla questione.
La richiesta è ora all’esame del Comune. Resta da capire se il tema approderà nei prossimi mesi all’attenzione del Consiglio comunale e quale sarà l’orientamento dell’amministrazione sulla possibile revoca della cittadinanza onoraria concessa a Benito Mussolini nel 1923.















