Si chiude la venerazione: fede, numeri record e una città che conferma la sua vocazione universale
Si è conclusa con numeri straordinari e un’intensità rara la venerazione pubblica e prolungata delle spoglie mortali di San Francesco, un evento che ha trasformato la città umbra in un crocevia globale di fede, spiritualità e umanità. La cerimonia finale si è tenuta con una conferenza stampa nella Sala Stampa del Sacro Convento e con la solenne celebrazione eucaristica nella Basilica Superiore, presieduta dal Cardinale Matteo Maria Zuppi.
Nel corso del mese dedicato alla venerazione, Assisi ha accolto oltre 370mila pellegrini provenienti da tutta Italia e dall’estero. A questi si aggiungono più di 100mila partecipanti alle oltre 170 celebrazioni religiose organizzate nella Basilica, a testimonianza di un evento che ha superato ogni aspettativa in termini di partecipazione e coinvolgimento.

Un’organizzazione imponente e inclusiva
Dietro questo straordinario afflusso, una macchina organizzativa complessa e capillare: centinaia di volontari della Protezione Civile coinvolti, oltre duemila servizi dedicati al trasporto di persone con disabilità e una gestione attenta e ordinata di migliaia di autobus e autovetture. Un lavoro sinergico che ha permesso di garantire accoglienza, sicurezza e accessibilità a tutti i partecipanti.

Stoppini: “Un evento storico che ha unito credenti e non credenti”
A sottolineare la portata dell’iniziativa è stato il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, che ha parlato di un momento destinato a lasciare un segno profondo nella comunità:
“È stato un evento di portata storica e di grandissima importanza spirituale, organizzato con efficienza e soprattutto vissuto con grande intensità. Assisi ha saputo farsi casa accogliente, luogo di raccoglimento e di incontro, senza perdere la propria quotidianità ma anzi arricchendola sotto tanti aspetti”.
Il primo cittadino ha evidenziato anche il valore umano dell’esperienza:
“Abbiamo visto un popolo in cammino che qui ha trovato uno spazio per interrogarsi e, in molti casi, per ritrovare speranza. San Francesco continua a parlare con una forza disarmante, proprio attraverso la sua essenzialità che arriva dritta al cuore di tutti”.
E ha aggiunto:
“Quelle spoglie così fragili hanno richiamato una moltitudine di persone, credenti e non credenti, e hanno saputo emozionare tutti”.

Il ringraziamento alla comunità e agli organizzatori
Stoppini ha poi espresso un ringraziamento corale:
“A nome dell’intera Amministrazione comunale desidero esprimere profonda gratitudine alla comunità francescana del Sacro Convento nella figura del Custode Fra’ Marco Moroni, agli organizzatori, alle Istituzioni coinvolte, alle Forze dell’Ordine, al personale sanitario, ai volontari e a tutti coloro che, con competenza e dedizione, hanno reso possibile un’accoglienza ordinata e rispettosa”.
Un pensiero speciale è stato rivolto anche ai cittadini di Assisi:
“Ancora una volta hanno dimostrato senso di comunità e disponibilità, contribuendo a creare un clima di autentica fraternità. Portiamo con noi la grande responsabilità di custodire questa eredità e continuare a essere una città che apre le sue porte al mondo”.

Una partecipazione corale
Alla conferenza stampa hanno preso parte, oltre al sindaco Valter Stoppini, fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento, fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio comunicazione, Stefania Proietti, Presidente della Regione Umbria, fra Riccardo Giacon, economo del Sacro Convento e responsabile della logistica dell’evento, fra Rafael Normando, coordinatore della Basilica e dei volontari, Francesca Di Maolo, Presidente dell’Istituto Serafico di Assisi, e fra Elias Marswanian, in rappresentanza dei frati arrivati nel mese della venerazione. A moderare l’incontro la giornalista Vania De Luca.
Assisi, cuore universale di fede
Al di là dei numeri, resta l’immagine di una città capace di accogliere il mondo e di farsi luogo di incontro tra culture, storie e spiritualità diverse. La venerazione delle spoglie di San Francesco si chiude così lasciando un’eredità profonda: quella di una comunità che, ancora una volta, ha saputo incarnare il messaggio universale del Santo.




















