Dopo anni di crescita discontinua, dal 2023 traffico in forte aumento: nel 2025 oltre 620 mila passeggeri e movimenti aerei stabilmente sopra i livelli pre-pandemia
L’Aeroporto dell’Umbria, riqualificato tra il 2007 e il 2012, ha raggiunto solo negli ultimi anni una crescita stabile del traffico passeggeri, superando in modo strutturale la soglia dei 500 mila utenti annui per cui era stato ammodernato. Secondo l’analisi di Giuseppe Coco dell’Agenzia Umbria Ricerche, dal 2023 lo scalo ha avviato una fase di consolidamento che ne rafforza il ruolo nel sistema aeroportuale nazionale.
Tra il 2000 e il 2015 il traffico passeggeri ha registrato una crescita graduale, culminata nel primo picco di oltre 270 mila passeggeri. A questa fase è seguita una flessione tra il 2016 e il 2019, influenzata anche dagli eventi sismici del 2016, mentre il biennio 2020-2021 ha segnato una brusca interruzione a causa della pandemia.
La svolta arriva dal 2022: in un solo anno i passeggeri passano da circa 370 mila a oltre 530 mila nel 2023 (+44%). Il risultato viene consolidato nel 2024 e ulteriormente rafforzato nel 2025, con oltre 620 mila passeggeri e una crescita annua del 16%, ben superiore alla media nazionale del settore aeroportuale. L’aumento è accompagnato da alti livelli di riempimento degli aeromobili, che nei mesi estivi superano il 90%, segnale di una maggiore efficienza dell’offerta.
Anche i movimenti aerei confermano la maturità operativa dello scalo. Dopo la contrazione pandemica, dal 2022 l’operatività è tornata a crescere rapidamente: nel 2024 si contano 6.582 movimenti annui e nel 2025 6.669, valori nettamente superiori al periodo pre-Covid.
Nel complesso, i dati indicano il passaggio da una crescita episodica a una fase più solida e strutturata. L’aeroporto dell’Umbria sembra aver raggiunto una collocazione stabile nel panorama aeroportuale nazionale, con prospettive di sviluppo sempre più definite anche sul piano internazionale.








