Gli assistiti che dovevano procedere al richiamo Moderna e Pfizer si sono visti spostare all’improvviso di tre settimane l’appuntamento per la seconda dose.
E su quello che definiscono “caos vaccini”, oggi alle 10 a Perugia arriva la manifestazione dei sindacati dei pensionati.
Il recepimento da parte della Sanità umbra della decisione del Cts nazionale di sdoganare il prolungamento del periodo intercorrente tra la prima e la seconda dose di vaccino a mRna (Moderna e Pfizer) ha liberato 70mila posti circa per nuove prime dosi, causando anche disagi e malumori. In molti hanno già ricevuto da CovidUmbria il messaggio sms per lo slittamento dell’appuntamento per il richiamo, mettendo in difficoltà coloro che, ad esempio, hanno preso impegni o prenotato la vacanza a inizio luglio o la seconda metà di giugno.
Perplessità sulla decisione del Cts nazionale di spostare il richiamo dei due farmaci a 42 giorni sono state avanzate anche dai medici. «Non credo sia bella scelta», osserva Cristina Cenci, vice segretario regionale Cimo.
Intanto, questa mattina alle 10 in Piazza Italia, a Perugia, per denunciare ritardi e caos organizzativo nella gestione dei vaccini, manifestazione unitaria organizzata dalla Lega SPI-CGIL di Foligno.
Ieri a Foligno la protesta contro i ritardi nella campagna di vaccinazione che colpiscono soprattutto le persone tra 60 e 69 anni. In Umbria su circa 110mila persone tra 60 e 69 anni sino ad oggi solo 15.810 sessantenni hanno completato il ciclo, e 39.403 persone hanno ricevuto una dose. Mancano all’appello ben 70mila persone.
“Abbiamo verificato – ha detto Mario Bravi – una campagna vaccinale caotica. Denunciamo un forte ritardo della Regione per la fascia 60-69 e, in generale, siamo al 37% di persone raggiunte con una dose (solo il 18 % ha completato il giro). In questo quadro si pensa di iniziare coi quarantenni. Il meccanismo farraginoso della pre-adesione non consente di capire né i criteri né quando queste persone verranno vaccinate. Tutto questo è inaccettabile in una campagna vaccinale che la Regione dell’Umbria ha gestito il maniera del tutto inefficiente. Per quanto riguarda i 60enni siamo in fondo alla classifica nazionale. Chiediamo che questi ritardi vengano recuperati da subito con date e impegni certi. Anche il Distretto Sanitario di Foligno ha accumulato un ritardo consistente. Infatti finora hanno avuto il ciclo completo solo il 17,51% de totale dei residenti e una dose ha coinvolto solo il 37,23% del totale”.




